Il consorzio Bim elegge il nuovo presidente

22 Gennaio 2019

Oggi l’assemblea dopo la destituzione di Fieni che commenta: «È stata un’azione spudorata»

TERAMO. Questo pomeriggio alle 15.30 l’assemblea del consorzio Bim si riunirà per eleggere il nuovo presidente dopo la destituzione di Moreno Fieni, l’esponente del Pd sfiduciato dal sindaco di Cortino e segretario provinciale del partito Gabriele Minosse. Una decisne che ha suscitato numerose polemiche dentro al Pd, dove si sono levate mote critiche all’indirizzo di Minosse. Ora interviene lo stesso Fieni, che finora non aveva commentato in alcun modo la sua destituzione, che ora definisce «l’ultima di una sequela di azioni spudorate, in cui piccoli uomini decidono di giocare con piccoli poteri, uno schiaffo all’intera comunità di donne e uomini che quotidianamente cercano di portare avanti un messaggio diverso e si trovano schiacciati dalle decisioni personalistiche di chi dovrebbe rappresentarli, uno sberleffo a chi sta disperatamente tentando di eseguire un progetto innovativo per l’intera regione». Dopo aver ringraziato i suoi collaboratori Fieni aggiunge altre considerazioni molto polemiche. «Il Partito Democratico», scrive in una nota, «avrebbe dovuto incarnare la prosecuzione di grandi tradizioni democratiche e popolari nella storia del nostro paese, eppure, alla prova dei fatti è arrivato con il fiato corto del peggior correntismo, che oggi mina alla base la realizzazione di progetti di più ampio respiro. A Teramo, in maniera particolare, questo gusto macabro, risulta inveterato nel tempo. La storia recente di questo Partito a livello locale, racconta di un’emorragia cronica di iscritti e militanti, un’anemia perniciosa che ha reso esangue il partito di massa che per anni ha saputo svolgere, nella fisiologica alternanza, ruoli di governo e di opposizione, con la stessa importante valenza educativa nei confronti della comunità, perché si può anche perdere, ma non eludere l’idea di essere insieme, dalla parte giusta». Fieni aggiunge che il Pd«ha allontanato le migliori figure, lo dimostra il fatto che poi abbiano avuto i loro riconoscimenti stando al di fuori di questi recinti, ha declinato sconfitte pesanti, storiche per alcuni comuni dove si sono verificate, ha portato a figuracce imbarazzanti, a perdite totali di linearità e coerenza, che risultano assolutamente inconcepibili da quell’ormai famigerata “base” di cui spesso ci si riempie la bocca artatamente» e conclude ribadendo il suo appoggio al progetto politico di Giovanni Legnini per le regionali.