Il corteo degli studenti insulta Mastromauro ma i capi si dissociano

L’organizzatore Ghaderi: «Cori inopportuni, il sindaco ci ha aiutato». Sfilano in oltre 200 tra lanci di uova e petardi
GIULIANOVA. Ci sono stati anche cori insultanti contro il sindaco Francesco Mastromauro durante il corteo studentesco di ieri mattina, ma il comitato di studenti organizzatori ha fatto immediatamente sapere di volersi dissociare. Lo scopo della manifestazione, infatti, era protestare contro il governo Renzi, non contro l’amministrazione comunale. «Dopo il corteo», ha chiarito Pablo Ghaderi, uno degli organizzatori, «ci siamo riuniti. Siamo tutti d’accordo nel dissociarci dai cori contro il sindaco che, anzi, si è reso disponibile nei nostri confronti per le dovute autorizzazioni. Le finalità della manifestazione, infatti, erano e rimangono quelle di rivendicare la dignità degli studenti e un futuro per i giovani».
Con striscioni, lanci di uova durante il percorso (che solo per caso non hanno colpito i carabinieri che scortavano il corteo), petardi e bombolette spray (poi sequestrate dai carabinieri), oltre duecento studenti delle superiori di Giulianova e Roseto, riunitisi di fronte al piazzale del liceo scientifico “Marie Curie”, hanno attraversato la città fino a giungere in piazza del Mare urlando cori da stadio come: «Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città». «Protestiamo contro la legge di stabilità con cui il governo annuncia nuovi tagli alla scuola pubblica, contro il Jobs act che ci condanna alla precarietà», hanno affermato gli studenti, che si sono detti preparati sull’argomento e hanno assicurato di aver studiato tutto il Jobs act, «manifestiamo per una manutenzione straordinaria delle scuole, per i libri di testo a costo zero, per il trasporto gratuito degli studenti e contro i tirocini e stage non retribuiti».
Margherita Totaro
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