Il Covid attacca le scuole Decise nuove chiusure

Il Comune di Teramo ferma la materna De Albentiis, ad Atri sbarrati tre plessi A Giulianova 11 casi in una classe, l’assessore: «Non fate assembrare i bimbi»
TERAMO. Rispetto a giovedì ieri in provincia sono tornati a salire i ricoveri per Covid (da 129 a 140), i nuovi positivi sono diminuiti ma non in modo consistente (da 111 a 92, dei quali 19 sotto i 19 anni) e sono stati comunicati due decessi avvenuti giovedì, quello dell’88enne Pietro Martella di Atri e quello dell’81enne Francesco Pelini di Pacentro, entrambi ricoverati ad Atri. Il report giornaliero, tuttavia, non rende l’idea di quanto il virus sia tornato a circolare soprattutto in ambiente scolastico. A dare il senso di una situazione in evidente peggioramento sono le sempre più frequenti comunicazioni dei Comuni su classi spedite in didattica a distanza e interi plessi chiusi.
IL FRONTE SCUOLA. Ieri l’amministrazione comunale di Teramo è venuta a conoscenza di due casi positivi all’interno della scuola dell’infanzia De Albentiis di via del Baluardo: il primo riconducibile a un alunno, il secondo a una bidella. Di conseguenza, ha comunicato: «Al fine di poter svolgere analisi e tracciamento approfonditi e puntuali, secondo il principio di precauzione che deve sempre contraddistinguere l’azione amministrativa specie in questa emergenza, e in applicazione della circolare Asl, l’azienda sanitaria ha consigliato di procedere alla sospensione dell’attività didattica in presenza. Pertanto in serata il sindaco ha provveduto ad emanare specifica ordinanza». Oggi verranno fissati i tempi per i tamponi di tutta la popolazione scolastica coinvolta. A Giulianova è in isolamento domiciliare da oggi una classe, la prima A, della scuola elementare Don Milani: c’è un altro alunno positivo a una sospetta variante del Covid. L’assessore alla pubblica istruzione Katia Verdecchia è intervenuta durante il consiglio comunale con queste parole: «I bambini, durante il pomeriggio, non dovrebbero riunirsi o se lo fanno, all’aria aperta, indossando le mascherine. Con questa ipotetica variante rischiamo l’esplosione. Invito i genitori a tenere sotto controllo i ragazzi a tutela di tutti perché siamo in una fase delicata. Undici bambini positivi solo oggi in una sola classe (della scuola media Bindi, già in isolamento, ndr): questo deve fare riflettere». A Mosciano è stata messa in didattica in distanza una quinta del plesso di Montone per il sospetto contagio di un’alunna e ad Atri il Comune ha reso noto che da lunedì, «per motivi precauzionali, saranno sospese le attività didattiche in presenza presso i seguenti plessi scolastici: scuola elementare di Casoli (tutte le classi della scuola elementare e la prima media), scuola elementare di Fontanelle, scuola dell’infanzia Amaltea. Le classi seconda e terza del plesso della scuola media di Casoli ritorneranno invece a svolgere didattica in presenza da lunedì. Relativamente alla scuola elementare di Atri capoluogo (comprese le classi ubicate presso Ravasco) e le scuole medie di Atri, entro le ore 10 di domenica 28 Febbraio verranno comunicate le determinazioni circa la sospensione o riattivazione delle attività didattiche in presenza. Tutti gli altri plessi scolastici saranno regolarmente aperti».
IL CASO MAZZINI. Sulla situazione nell’ospedale Mazzini la Asl ieri ha comunicato: «Le misure di sicurezza disposte dall’Unità di crisi, e in particolare i tamponi eseguiti ogni tre giorni su tutti i degenti, volti a contenere il focolaio attivo da sabato scorso all’ospedale di Teramo, hanno evidenziato due nuovi pazienti positivi in Neurochirurgia e due in Utic. Il laboratorio Covid del Mazzini ha processato ieri (giovedì, ndr) 400 tamponi e altri 200 oggi, fino alle 13, orario a cui sono aggiornati i dati. Intanto ormai da cinque giorni non si registrano più nuovi casi positivi in Medicina per cui il direttore dell’Unità operativa complessa, Francesco Delle Monache, ha disposto la sanificazione dell’ala C, al quinto piano del primo lotto del Mazzini, in modo da riprendere l’attività di ricovero». Insomma, da un lato il focolaio non si è ancora spento pur avendo rallentato (in totale i casi registrati sono 37), dall’altro sta per riaprire il reparto da cui è partito.(red.te)
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