Il Covid fa crollare gli incidenti mortali

Nessuna vittima nei mesi del lockdown di primavera e tra ottobre e dicembre, il dato totale (12) è il migliore di sempre
TERAMO. Da quando la redazione teramana del Centro raccoglie i dati sugli incidenti mortali in provincia, cioè dalla fine degli anni Novanta, non si era mai registrato un numero di vittime della strada basso come nel 2020 appena trascorso. I morti sono stati 12, due in meno di quello che finora era il dato migliore di sempre (14 vittime nel 2014). Ritenere, però, che si tratti di un risultato indicativo di una reale svolta verso un buon livello di sicurezza stradale sarebbe un errore, perché il 2020 dal punto di vista della circolazione è stato assolutamente anomalo a causa della pandemia da Covid e delle conseguenti restrizioni alla mobilità. Per oltre due mesi, da inizio marzo a metà maggio, in tutta Italia hanno potuto circolare sulle strade in pochissimi. E da fine ottobre a fine dicembre la seconda ondata del virus ha di nuovo limitato il traffico, anche se in modo meno drastico rispetto alla primavera.
L’andamento degli incidenti mortali in provincia nel 2020 rispecchia, in effetti, chiusure e aperture decise dalle autorità. Ce ne sono stati quattro prima del lockdown, uno a gennaio e tre a febbraio; poi uno a maggio, quattro a giugno, uno a luglio e due a settembre. È dal 16 settembre, il giorno in cui sulla fondovalle del Salinello morì l’ex consigliere regionale Riccardo Mercante, che in provincia non si muore sulle strade. Una tregua così lunga non si era mai registrata. Poteva decisamente andare peggio, soprattutto nei mesi clou della bella stagione (luglio e agosto) nei quali la mobilità nel Teramano è tornata a livelli elevati anche per il notevole afflusso di turisti. Tuttavia non si può non notare che il calo, sia pure netto rispetto agli ultimi anni (l’Istat ha sancito per il Teramano 20 morti nel 2017, 19 nel 2018 e 17 nel 2019), sarebbe potuto essere anche superiore, considerate tutte le restrizioni. Ovvero: senza i blocchi forzosi della mobilità, che tra prima e seconda ondata Covid hanno nel complesso riguardato quasi metà dell’anno, il 2020 per mortalità stradale se la sarebbe tranquillamente giocata con gli anni precedenti.
Analizzando modalità e luoghi degli incidenti mortali dell’anno scorso, balza all’occhio innanzitutto la quantità di vittime tra i cosiddetti utenti “deboli” della strada: quattro sono motociclisti che si sono schiantati contro autoveicoli, tre sono pedoni investiti. Il fenomeno, nel Teramano, non è nuovo. Basta allargare il campo agli ultimi tre anni per constatare che i motociclisti morti in schianti contro autoveicoli sono stati 12 (quasi tutti senza avere colpe, ovvero travolti da auto che non hanno dato loro la precedenza) e i pedoni investiti 10 (alcuni sulle strisce pedonali). C’è poco da fare: da queste parti i guidatori di mezzi a quattro ruote fanno fatica a “considerare” chi viaggia su due ruote o si muove a piedi.
Quanto ai luoghi dove sono avvenuti gli incidenti più gravi, il primato del 2020 va ai centri abitati (tre morti: uno a Roseto, uno a Giulianova e uno ad Alba Adriatica). A seguire ci sono la Sp 8 del Salinello (due morti, entrambi nel territorio di Sant’Omero), la Ss 259 della Val Vibrata (due vittime, entrambe a Sant’Egidio) e la variante cittadina alla statale 80, il cosiddetto Lotto zero (anche qui due vittime). Considerando il triennio 2018-20, il primato dei centri abitati è condiviso con la Statale 16 Adriatica (otto morti) e a seguire c’è il vecchio tracciato della Statale 80 (cioè senza considerare le varianti Lotto zero e superstrada Teramo-mare) con sei. Le fondovalli più trafficate – Ss 150, Sp 8 e Ss 259 – contano tre morti ciascuna, come anche il Lotto zero.
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