Il Csi cura l’accoglienza dei soccorritori
Cibo alle squadre che rientrano stremate. Carichi di fieno dalla Cia, da Rimini sostegno a Colledoro
TERAMO. Sono centinaia i soccorritori arrivati in provincia da tutt’Italia e non solo. Gli operatori del Centro Sportivo Italiano di Teramo da giorni si impegnano per dare a molti di loro accoglienza nella palestra Molinari. Il Csi parla di vigili del fuoco, guardia di finanza e soccorso alpino di persone lontane dai propri cari, che escono alle 6.30 e lavorano tutto il giorno dimenticando spesso anche di mangiare. Per questo all’interno della palestra è stato allestito un piccolo ristoro che è frutto della riconoscenza della cittadinanza, forte segno di gratitudine. «Da domani», afferma il presidente Csi Angelo De Marcellis, «si dovrà pensare a un piano di protezione civile dei nostri territori dove ciascun cittadino sappia esattamente cosa fare, la sicurezza e la cura degli impianti sportivi non dovrà essere garantita solo perché ospitano i nostri ragazzi ma occorre ripensare alle strutture sportive sviluppando la duplice predisposizione all'ospitalità e all'accoglienza emergenziale».
A Colledoro, la Fondazione Leo Amici ha aperto un centro di accoglienza per la popolazione: volontari da Rimini sono arrivati per aiutare tutta la zona. Intanto continua ad arrivare foraggio in provincia, anche ad opera della Cia. Ieri è arrivato un carico dalla Cia di Reggio Emilia, seguirà un carico dall'Umbria, che sta raccogliendo circa 150 quintali di erba medica in pellet da donare agli allevatori associati.
Fra i volontari impegnati c’erano anche gli iscritti del circolo Officine Indipendenti e dell'Arci. Hanno dato un aiuto «per liberare case, auto, capannoni e stalle dall'imponente massa nevosa, in altri casi a consegnare viveri o carburante, senza la presunzione di sostituirci ai mezzi di soccorso, sperimentando un panorama disastrato».

