Il dietrofront di Tribuiani scatena il dibattito politico
Fdi e Arboretti: «La vicenda getta ombre su tutti». Lega a rischio spaccatura Per Di Sabatino (Pd) il centrodestra ora può ricompattarsi intorno a Costantini
GIULIANOVA. Dopo la decisione di Pietro Tribuiani, ex candidato sindaco del centrodestra, di ritirare il ricorso presentato al Tar attraverso i legali Anthony Aliano e Caterina Longo, la Prefettura ha annullato l’incontro del 29 ottobre tra il verificatore delegato e i legali delle parti. Allo stesso tempo il Tar ha fissato per il 6 novembre alle 10 l’udienza per prendere atto della rinuncia al ricorso. «C’erano delle alte probabilità di tornare al voto», dichiara l’avvocato Aliano in relazione a quanto deciso il 9 ottobre dai giudici del Tar, «la sentenza ha escluso la possibilità della verifica dello scrutinio e nulla sarebbe cambiato sul risultato finale. Solo un concretizzabile commissariamento e nuove elezioni. Tribuiani non ha voluto essere uno strumento di ritorno al voto e soprattutto autonomamente non ha voluto fare un dispetto alla città. Tutto dettato dalla sensibilità della persona».
Intanto in città attorno alla decisione di Tribuiani si è sviluppato un acceso dibattito politico. «La rinuncia da parte di Tribuiani rappresenta il primo passo per la ricomposizione del centrodestra intorno alla figura del sindaco Costantini», dichiara il commissario del Pd giuliese Renzo Di Sabatino, «a prescindere dalla disapprovazione di mero stile del coordinatore regionale D’Eramo, è evidente che se a ricoprire la carica di sindaco fosse stato un esponente del centrosinistra giammai la Lega avrebbe avvertito la necessità di evitare alla città un possibile nuovo commissariamento». Di Sabatino continua sottolineando come sia «colpa dell’intero centrosinistra se al ballottaggio sono andati due esponenti di centrodestra e a vincere è stato quello che furbescamente ha fatto credere di essere il candidato di una coalizione civica», evidenziando la necessità di «un’accelerazione nel processo di ricostruzione del Pd». Per questo è stata indetta un’assemblea aperta per il 15 novembre.
Critico sulla vicenda il commissario di Fratelli d’Italia Romolo Lanciotti: «Quanto sta accadendo accende forti dubbi sul comportamento degli attori della competizione elettorale. Sottoporsi a una verifica non dovrebbe essere un atto così inaccettabile: male non fare, paura non avere». Sulla questione interviene anche Franco Arboretti del Cittadino Governante. «La vicenda getta un’ombra sul primo e secondo turno delle scorse elezioni e di conseguenza sull’attuale maggioranza che non avrebbe dovuto temere la verifica», commenta, «eventuali nostre azioni verranno decise solo dopo aver esaminato la documentazione».
Intanto corrono voci di riunioni organizzate tra “dissidenti” della Lega che non sono d’accordo con le scelte di Tribuiani, che a sua volta dichiara: «Il ricorso è stato ritirato in quanto, non potendo cambiare l’esito della votazione, era venuta a mancare la motivazione. D’Eramo ne fa una questione di principio, mentre io ne faccio una questione di praticità e necessità. Ci sono persone che parlano a nome della Lega senza averne titolo, farò a breve chiarezza visto che al momento sono il responsabile cittadino del partito».
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