Il dolore di Arsita per la ragazza bruciata

1 Giugno 2016

Il nonno di Sara era del paese, il padre ci torna sempre d’estate. Molti la ricordano bambina

ARSITA. E' stato un delitto che ha sconvolto l'Italia per la sua crudeltà, perché si inserisce nel troppo ricco filone di femminicidi e della violenza di genere e anche perché, in questo caso, c'è stata la colpevole indifferenza dei passanti. L'omicidio di Sara Di Pietrantonio, la ragazza di 22 anni bruciata viva dall'ex fidanzato alle 3 di domenica 29 maggio lungo via Magliana, a Roma, è diventato un caso di cronaca nazionale per questi e altri motivi. Ne parlano in tanti cercando di capirne le ragioni. Ci sono posti e luoghi, però, dove a parlare sono soprattutto i ricordi, come accade ad Arsita. Molti degli abitanti di questo piccolo comune, poco più di 800, conoscevano bene Sara. La ricordano soprattutto da bambina, quando d'estate passava le sue giornate in montagna e con gli amici del posto. Arsita è, infatti, il paese d'origine del nonno, scomparso da qualche anno, Lino Di Pietrantonio. Nonostante il suo lavoro lo abbia portato a Roma - collaboratore fidato di Remo Gaspari, ha ricoperto incarichi anche all'allora ministero delle Poste e Telecomunicazioni - Lino non ha mai smesso di frequentare Arsita. Un posto molto amato da tutta la sua famiglia, dove torna volentieri anche suo figlio Alberto, papà di Sara. D'estate, quasi ogni anno, affitta una casa per riposarsi e rallentare il ritmo del suo lavoro di commercialista. Sara, figlia della prima moglie, lo accompagnava spesso, soprattutto quando era più piccola. Andavano a trovare anche i prozii, i fratelli del nonno, in particolare Sergio, già primario di chirurgia nell'ospedale di Teramo, città dove risiede e, finché era in vita, Antonio, molto conosciuto per il suo lavoro di geometra.

«Faccio fatica a trovare le parole per commentare questa terribile tragedia - dichiara il sindaco di Arsita, Enzo Lucci - conoscendo bene il papà di Sara, mi sento profondamente vicino a lui. Non sono riuscito ancora a trovare la forza per chiamarlo. In paese c'è profonda tristezza».

Un dolore che appare anche in molti profili Facebook degli arsitani dove ci sono frasi di sdegno verso l'assassino, il 27enne Vincenzo Paduano, ex di Sara, incapace di accettare la fine del loro rapporto; in altri post il risentimento è rivolto agli automobilisti che non si sono fermati per aiutarla. Tutti la chiamano teneramente "piccolo angelo". Qualcuno sottolinea il dolore con una frase che trasmette vicinanza e affetto: «Questa bambina ha origini arsitane».

Evelina Frisa

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