Il fronte del no avanza, via a una petizione

14 Agosto 2018

L’ha lanciata Attilio Danese tramite “Prospettiva persona”. Topitti: «Ristrutturiamo quello vecchio»

TERAMO. Due teramani particolarmente attivi per il fronte del no sono Attilio Danese e Antonio Topitti.
Il primo, colonna portante dell’associazione “Prospettiva persona” ha lanciato su change.org una petizione per il “No al Mazzini bis”. Danese nel testo della petizione ripropone alcuni passi della lettera sulla sanità di D’Alberto. E parla di «distinzione tra Mazzini 2 e ospedale unico centralizzato». Chiede il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte e parla di inutilità del Mazzini 2. Preferisce un «miglioramento del l’esistente». E poi: «L’ospedale a Nepezzano è fuori da qualsiasi programmazione regionale e ministeriale, il ministro Grillo risulterebbe molto irritato. Dai parametri nazionali l’unica scelta giusta sarebbe l’ospedale provinciale, (anche il sindaco va in questa direzione), invece c’è un ondivagare della direzione che potrebbe confermare l’inconsistenza della stessa: molte chiacchiere, molti comunicati stampa o conferenze stampa e pochi fatti». Accenni anche a una demoralizzazione degli operatori sanitari e anche a primari e medici in fuga da Teramo.
Sulla stessa lunghezza d’onda Topitti, che nelle ultime elezioni si è speso molto per la coalizione di D’Alberto. «Ospedale unico o ospedale nuovo non cambia: avendo solo 100 milioni si intuisce che c’è il tentativo di mettere la sanità ospedaliera in mano ai privati. Si prendono a pretesto le attuali norme sismiche, per cui pare che Il Mazzini non rispetti gli indici (come il 90% delle strutture italiane), ma con tutte queste scosse non c'è stata una crepa e nessun reparto è stato evacuato. E comunque può essere adeguato con i soldi a disposizione. L’ospedale verrebbe poi delocalizzato in una zona affatto salubre mentre ora è in zona privilegiata. Molti mettono in discussione le vie d'accesso, ma è il contrario: a Piano d’Accio fra stadio e centro commerciale si creerebbero ingorghi». Comunque sia, in alternativa, se si vuole costruire un ospedale nuovo allora conviene, secondo Topitti, «abbattere il Mazzini e ricostruire il nuovo in quel sito. C'è lo spazio attorno, in cui si possono costruire padiglioni ex novo. Abbiamo l'esempio della fine che fanno gli spazi inutilizzati e abbandonati. E infine, quello che avanza dalla somma bisogna investirlo in nuovi macchinari e per personale qualificato». (a.f.)
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