Il garante dei detenuti: «Sconfitta per tutti»

14 Marzo 2024

Cifaldi chiede una relazione sul caso: «Serve attenzione in ingresso e nel primo periodo di reclusione»

TERAMO . «È una sconfitta per tutti». Le parole di Gianmarco Cifaldi, garante abruzzese dei detenuti, sono scandite dalla commozione. La tragedia di cui è stato vittima Patrick Guarnieri, trovato morto nel carcere di Castrogno nel giorno in cui avrebbe compiuto 20 anni, ripropone l’allarme dei suicidi nelle strutture penitenziarie. «Ho chiesto alla dirigenza del carcere teramano una relazione dettagliata sulla vicenda», annuncia il docente universitario che da cinque anni è chiamato dalla Regione a occuparsi delle condizioni di chi è costretto a scontare una pena in cella.
Cifaldi non entra nel merito della denuncia presentata dai familiari di Patrick, secondo cui il loro congiunto soffriva di patologie non compatibili con il regime carcerario, ma la richiesta di informazioni sul caso mira a fare chiarezza sugli aspetti relativi alla detenzione del giovane. La morte di Guarnieri rende ancora di piena attualità l’iniziativa adottata circa due mesi fa proprio dal garante. «Ho scritto ai direttori di tutti i carceri», sottolinea, «per chiedere la massima attenzione soprattutto nella fase di ingresso e di prima detenzione dei reclusi». Cifaldi fa riferimento alla cosiddetta «sindrome crepuscolare» che, in assenza di una specifica attività preventiva e di sostegno, conduce a gesti estremi chi ne soffre. «Si tratta di un aspetto importante», ribadisce il garante, «che va affrontato e tenuto sotto controllo, tramite l’attivazione di procedure di alta sorveglianza, se si vogliono evitare tragedie». Anche i cambi di stagione, come quello in corso con il passaggio dall’inverno alla primavera, secondo Cifaldi rappresentano un rischio per soggetti fragili, più esposti ai pericoli di crisi depressive. Un altro aspetto su cui il garante insiste da tempo per garantire condizioni di vita più umane ai detenuti è quello relativo alla sfera affettiva e sessuale. «La pena detentiva va scontata», evidenzia, «ma deve essere assicurato un equilibrio che si esprime tramite questa dimensione». Con quello di Guarnieri sono due i suicidi registrati a Castrogno in meno di due mesi. A fine gennaio si era tolto la vita Jeton Bislimi, 36enne macedone. (g.d.m.)