Il Gattopardo chiude: il Comune gli revoca la licenza da discoteca

1 Ottobre 2021

L’ordinanza segnala «gravi e reiterate violazioni»  Gli avvocati del locale annunciano nuove battaglie legali

ALBA ADRIATICA. Alla fine, dopo settimane di segnalazioni e polemiche, il Comune di Alba Adriatica ha revocato la licenza per l’attività di discoteca al Gattopardo, già chiuso da qualche giorno al termine della stagione turistica.
«Il numero, la qualità, la gravità e la reiterazione delle violazioni, anche di diversa estrazione, costituiscono un abuso del titolo oltre che un uso improprio dello stesso, concetto che involge violazioni o anomalie di apprezzabile rilevanza nella conduzione dell’esercizio»: così l’ordinanza firmata nei giorni scorsi dall’ufficio competente del municipio respinge al mittente le memorie difensive presentate dai gestori del locale ospitato nella Villa Chiarugi, definendole «non accoglibili» e sancisce la revoca immediata della licenza per attività di discoteca concessa nel 2016 alla società Glamour & Co srl in base al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Nell’ordinanza, molto articolata, vengono minuziosamente elencate gran parte delle tappe che hanno portato alla revoca della licenza, a partire dal 2017. Si ricorda infatti nell’atto che l’8 luglio 2020 il questore di Teramo sospese per 20 giorni l’attività della discoteca, dopo precedenti sospensioni temporanee del 2017 e del giugno 2019 della rispettiva durata di 7 e 15 giorni «per vicende delittuose occorse all’interno dei locali e reiterato disturbo alla quiete pubblica». Alla sospensione di 20 giorni il Gattopardo rispose facendo ricorso, il quale fu però rigettato dal Tar con sentenza breve del 23 luglio 2020. Pochi giorni dopo, il 7 agosto, anche il Comune sospese la licenza della discoteca. Il nuovo ricorso dei gestori del locale fu ritenuto improcedibile a settembre dai giudici amministrativi.
Poi ci sono i casi del 2021, accompagnati anche dalla richiesta di cambio di destinazione d’uso dei locali e del parco esterno da “attività commerciale” a “magazzino” avanzata dai proprietari della villa che ospita il locale, non citata dall’ordinanza. L’atto ricorda invece che i carabinieri di Alba Adriatica hanno elevato un verbale di accertamento e contestazione per la serata di Ferragosto per il mancato rispetto delle misure anti-Covid. Il 23 agosto, invece, alla discoteca è arrivata una sanzione da parte della questura. «Oltre ai menzionati provvedimenti assunti sia dall’autorità di pubblica sicurezza, che dal Comune, assumono rilevanza esposti di privati cittadini, pervenuti a questa amministrazione, e doglianze presentate presso polizia e carabinieri. Si tratta in prevalenza di lamentele incentrate sulla produzione di rumori eccedenti la tollerabilità normale in ore notturne, senza alcun riguardo per il riposo delle persone, che corroborano l’esistenza dei fatti cui si riferisce il presente avvio di procedimento», spiega l’ordinanza, che ricorda di aver avviato la pratica per la revoca della licenza proprio il 23 agosto.
Immediata è arrivata la replica dei gestori attraverso i propri legali. «Non può che rinnovarsi il più totale e incondizionato disappunto nei confronti dell’operato dell’ufficio responsabile dell’ente», scrivono gli avvocati, che continuano: «Come già avevamo ampiamente previsto, il Comune ha proceduto per la revoca senza tuttavia fornire valide controdeduzioni alle osservazioni che erano state avanzate con le memorie difensive». Quindi l’annuncio di un possibile nuove contenzioso: «Vista la confusionaria ricostruzione dei fatti posti a fondamento del provvedimento per come assolutamente non accaduti ovvero ancora da accertare, non resta che rivolgersi agli organi giudiziari e andare fino in fondo alla vicenda. Se risulteranno accertati all’esito i fatti e i precedenti per come rappresentati dal Comune, bene. Diversamente qualcuno dovrà far fronte agli evidenti e notevoli danni arrecati».
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