Il Gattopardo fa ricorso al Tar contro la revoca della licenza

Alba Adriatica, si inasprisce la guerra tra i gestori della discoteca e il Comune deciso a chiuderla L’avvocato Antenucci: «Accuse tutte infondate, questa è un’altra congiura nei nostri confronti»
ALBA ADRIATICA. La guerra a colpi di carta bollata davanti ai giudici del Tar fra il Gattopardo ed il Comune di Alba Adriatica è appena all’inizio. Lunedì i legali della società che gestisce la storica discoteca depositeranno memorie e documenti per controbattere alle tesi dell’ente che intende procedere alla revoca della licenza per quelle che definisce diverse violazioni commesse nel tempo.
Memorie e documenti che, secondo l’avvocato Fabrizio Antenucci, che rappresenta la società, non serviranno ad interrompere la procedura «perché sappiamo già che il Comune procederà alla revoca della licenza». Come si ricorderà, infatti, il servizio competente del Comune di Alba aveva comunicato a inizio settimana l'avvio del procedimento di revoca della licenza fondandolo su varie violazioni contestate con numerosi verbali emessi a seguito di accertamenti svolti dalle forze dell'ordine. Le sanzioni contro la discoteca sarebbero diverse, l’ultima delle quali quella da 400 euro comminata dalla polizia per assembramenti riscontrati durante la serata del 9 agosto scorso, quando ospite era il rapper Geolier. A testimoniare gli assembramenti, negati dai legali della discoteca, ci sono stati anche diversi video girati e condivisi tramite il social network Instagram da alcuni partecipanti alla serata. Antenucci è pronto a smontare il teorema su cui l’ufficio basa l’iter di revoca della licenza. «Siamo di fronte alla solita vergognosa macchinazione per far chiudere un’attività che dà fastidio», afferma Antenucci, «le motivazioni sono a nostro avviso deboli. Non sono false ma alcune di queste sono ancora sub judice. Nella notifica leggiamo che si considerano a sostegno della revoca numerosi esposti dei cittadini, persone finite in ospedale ed altri fatti addebitabili alla gestione del Gattopardo senza effettivamente dimostrare alcuna correlazione e nesso diretto. Riteniamo trovarci di fronte ad una congiura. Fra i motivi ci sarebbe la somministrazione di bevande alcoliche ai minori. Cosa che respingiamo perché da due anni è proprio vietato l’ingresso agli under 18».
Nel 2019 il Tar concesse la sospensiva al Gattopardo dopo il provvedimento di sospensione dell’attività. Nel merito non si arrivò mai perché, nel frattempo, era venuto meno l’interesse al giudizio della società essendo terminata la stagione. «Evidentemente il Comune ha ritenuto di avere avuto ragione su una questione giudiziariamente non definita, e così non è», sottolinea Antenucci che si prepara alla battaglia legale che inizierà non appena verrà notificata la revoca della licenza.
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