Il gelo della Moldavia scaldato dagli aiuti raccolti dai teramani

2 Febbraio 2016

L’associazione Kerigma invia tonnellate di vestiti, giochi e cibo in una delle zone più povere e degradate d’Europa

TERAMO. La solidarietà dei teramani è arrivata nel gelo delle terre moldave. L'associazione Kerjgma e il suo presidente Sergio D'Ascenzo hanno ormai da più di un anno stabilito un ponte verso la Moldavia. D'Ascenzo, al ritorno dal primo viaggio nella zona di Orei, ha lanciato una grande campagna per organizzare aiuti umanitari. Infatti ha scoperto, in quelle campagne avvinte dal gelo, che cosa significa vivere nella povertà assoluta. Intere famiglie vivono in baracche con una sola stufa a 10 gradi sotto zero, senza servizi igienici. Un sollievo, anche se parziale, è stato dato dall'arrivo degli aiuti raccolti in provincia di Teramo: finora sono stati inviati 300 pacchi, per un peso di tre tonnellate, con scarpe, vestiti, giochi per bambini e materiale didattico. E a parte l'associazione invia ogni sei mesi aiuti alimentari: un grosso carico di riso, pasta, zucchero e tanto altro.

Sergio D'Ascenzo è appena tornato dalla Moldavia. «Quello che ho visto mi ha convinto ancor di più che dobbiamo continuare su questa strada», esordisce, «ho visto situazioni di povertà assoluta ma anche casi di violenza inaudita. Emanuel, il mio amico romeno che da due anni e mezzo ha aperto una "casa missione" a Orei, ai confini con la Romania, mi ha portato a conoscenza di casi limite». D'Ascenzo si riferisce al caso di una ragazzina di 13 anni, rapita tre mesi fa davanti alla scuola. «E' stata rapita da uomini che l'hanno stuprata a rotazione, per giorni e giorni. I genitori l'hanno cercata in tutti i modi, poi si sono rivolti a un traffichino del paese e sono riusciti a riprendersela. Ora la bambina è spenta, in uno stato di trance. Lei racconta che mentre la spostavano dallo stanzino in cui era rinchiusa, ha visto che c'erano tante altre celle con tante altre bambine. Il loro obiettivo è piegare la loro volontà, a forza di botte e privazione di cibo, per poi inviarle a prostituirsi in Turchia o in Russa. Lei è stata "fortunata" perchè è tornata a casa, anche con traumi evidenti, ma ci sono centinaia di bambine disperse».

Un caso-limite, dunque, a cui si affiancano storie di tutti i giorni. Come quella della donna che vive in una stalla con i quattro figli, a meno 10-15 gradi. Lei è moglie di un pastore che lavora in Italia, ovviamente sottopagato. Moglie e figli sopravvivono con quel poco che lui riesce a mandare a casa. «E lì ho capito i riflessi che le storture del sistema italiano possono avere anche a migliaia di chilometri di distanza», osserva D'Ascenzo.

E poi ci sono stati i momenti di tenerezza. Visto che gli ortodossi festeggiano il Natale il 7 gennaio, con un po' di ritardo, insieme a volontari tedeschi e romeni il teramano è andato in giro per le scuole di campagna a distribuire regali ai bambini. «Abbiamo distribuito pacchi dono con scarpe, vestiti, giochi, cioccolatini, pelouche. Mi è scoppiato il cuore nel vedere la contentezza dei bambini che non avevano mai ricevuto un regalo: una sensazione più bella non l'ho mai provata. Quella mezz'ora in cui abbiamo distribuito i doni per loro era un'interruzione della disperazione».

E poi, visto che Sergio D'Ascenzo è infermiere, ha fatto diversi giri nelle case per verificare lo stato di salute delle persone e ha potuto toccare con mano casi-limite. Come quello della donna 70enne cieca che si occupa da sola del marito invalido a letto e pure cieco: «Piangeva di gioia quando siamo arrivati con la busta della spesa. Lì capisci che ci sono persone che se non arriva la "manna dal cielo" sono destinate a morire».

L'associazione sta proseguendo nella raccolta di vestiti, scarpe e giochi, ma anche di denaro. Questi i recapiti cui può rivolgersi chi intendesse contribuire alla causa di Kerigma: telefono 348-7250411 oppure iban IT 87 M 06060 15399 CC0390011744.

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