«Il gestore tollera lo spaccio», bar chiuso

Silvi, marijuana e cocaina vendute anche davanti ai bimbi di un parco giochi. Il giudice mette i sigilli al locale, 2 denunce
SILVI. Il legislatore l’ha pensata come deterrente perché quando si gestisce un locale pubblico non si può non denunciare. Soprattutto quando si spaccia o si consuma droga davanti a bambini. Ed è proprio facendo ricorso ad una normativa del 1990 (l’articolo 79 del Dpr 309 che sanziona l’agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti) che il giudice, su richiesta della Procura, ha chiuso il bar “Iguana” di Silvi con l’aggravante di fatti avvenuti davanti a minori. Per ora una chiusura a tempo indeterminato visto che, trattandosi dell’applicazione di una misura cautelare ci sono tutti i passaggi previsti dal codice a cominciare dall’interrogatorio di garanzia del gestore del locale e dalla possibilità di fare ricorso al Riesame. La richiesta, fatta dal pm Andrea De Feis e accolta dal gip Roberto Veneziano, è arrivata dopo le corpose indagini dei carabinieri di Silvi e del comando provinciale (con tanto di appostamenti) che tra luglio e agosto hanno fotografato e filmato non solo le scene di spaccio nei tavolini esterni al locale, quelli che affacciano sul parco giochi frequentato dai bambini, ma anche quelle in cui la droga, soprattutto marijuana e in qualche caso anche cocaina, veniva consumata. Due i giovani, poco più che ventenni, che sono stati denunciati per spaccio visto che le telecamere li inquadrano mentre cedono la sostanza dopo averla nascosta in una siepe vicina al locale.
Secondo i carabinieri il titolare del locale era perfettamente consapevole di quello che accadeva nella propria attività e la tollerava «senza frapporre», si legge a questo proposito nell’ordinanza firmata, «alcun barriera alla sconsideratezza dei suoi deleteri intendimenti, lungamente meditati e finalmente concretizzati in una costante attività di compiacimento a che il consumo delle sostanze stupefacenti appena poco prima acquistate dagli assuntori avvenisse nei locali dell’esercizio commerciale di cui aveva la gestione». L’ipotesi di reato contestata al gestore, appunto l’agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti, prevede proprio la possibilità da parte del giudice di emettere la misura interdittiva della chiusura del locale in anticipo rispetto ai tempi di un processo e alla pena accessoria della chiusura del locale nel caso di una condanna. E a questo proposito è chiaro il gip quando, sempre nell’ordinanza, scrive: «Solo ricorrendo ad un provvedimento di interdizione in tal senso orientato può essere interrotto un sistema di assunzione di stupefacenti all’interno del bar Iguana che, altrimenti, non risulterebbe disincentivato da altre eventuali prese di posizione».
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