Il giudice: deve tornare in reparto Ma il cardiologo va in malattia

Il medico in aspettativa lavorava in Francia ma la Asl l’ha richiamato per la carenza di personale Fagnano stupito del certificato da tre mesi: «Strano». E sull’abuso di permessi chiede un’indagine
TERAMO. Vento e tempesta fra la Asl e un cardiologo, Tito Di Camillo, richiamato dall’estero. La Asl, afflitta da una grave carenza di personale, ha infatti negato la proroga delle aspettative a tutti coloro che avevano permessi per lavorare all’estero. Il cardiologo ha portato la Asl in tribunale, con un ricorso ex articolo 700, chiedendo che venisse concessa d’urgenza la proroga fino a fine ottobre. In un primo momento il giudice del lavoro, Giuseppe Marcheggiani, ha sospeso l’ordine di rientro immediato nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Teramo, in attesa dell’udienza, che si è tenuta il 16 luglio. Ma poi è arrivata l’ordinanza, il 10 agosto, in cui Marteggiani ha deciso – in attesa delle sentenza di merito – a favore della Asl. Il medico doveva rientrare subito. Ma il giorno dopo alla Asl è arrivato un certificato medico per tre mesi di malattia. E’ scattata immediata la visita fiscale: il medico della Asl ha confermato la diagnosi e la prognosi del collega.
La cosa non va giù al direttore generale Roberto Fagnano che giudica «strana» l’evoluzione della vicenda e che annuncia che chiederà indagini della procura sul ricorso del personale a certificati medici e permessi. Il riferimento è anche, sottolinea Fagnano, a quanto accaduto qualche mese fa «quando nella cardiologia di Giulianova si misero in malattia 5 medici contemporaneamente». Fagnano da tempo segnala da una parte la grave carenza di personale, soprattutto medico e infermieristico. Dall’altra l’abuso di alcuni strumenti messi a disposizione dalla legge. In effetti i 700 dipendenti che usufruiscono della legge 104, cioè di due giorni di assenza retribuita al mese per assistere parenti disabili, sembrano un’enormità. «Non ho mai visto tanti generi dediti alle cure delle proprie suocere», osservava amaramente Fagnano qualche mese fa. «Però ora a causa dei tanti permessi con la legge 104 e delle invalidità noi spesso ci troviamo a non completare i turni» aggiunge ora. Situazione esasperata dalla carenza di personale che «in alcuni casi ci porta a non riuscire a dare prestazioni adeguate alla popolazione».
Da qui la decisione di “disobbedire” ai vincoli imposti dalla Regione (e poi in qualche modo smussati) nell’utilizzo del personale a tempo determinato e assumere 43 infermieri per superare l’estate e il periodo di ferie. E anche la decisione di richiamare il personale all’estero per lavoro. Sono stati 5 i medici richiamati, di chi uno, Maurizio Fuschi (radiologia interventistica) si è dimesso ed è tornato in Inghilterra. Di Camillo invece ha fatto causa alla Asl. Da gennaio aveva un contratto a tempo determinato all’ospedale di Montlucon in Francia. Ma la Asl l’ha richiamato nella cardiologia di Teramo dove mancano due cardiologi su 19, compreso il ricorrente. Ma ora, comunque vada, il cardiologo al Mazzini, prima di tre mesi, non tornerà.
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