Il giudice manda in cella l’inglese ubriaco

22 Dicembre 2015

Disposta la detenzione in carcere: potrebbe ripetere il reato. Collins si dispera: «Anche la mia vita è finita quella notte»

TERAMO. «Sono distrutto, non pensate sia uno che va in giro ad uccidere le persone» urla Stephen Collins al giudice. Parla e si dispera il 36enne agente di commercio inglese davanti al gip Roberto Veneziano che convalida il fermo e lo manda in carcere per omicidio colposo plurimo aggravato. Perchè, al momento, ravvisa il pericolo di reiterazione del reato: l’uomo che venerdì sera si è messo al volante ubriaco uccidendo due marittimi potrebbe farlo ancora. E allora per lui niente domiciliari.

Nei giorni degli ultimi passaggi al Senato della legge sull’omicidio stradale (a gennaio tornerà alla Camera per il via libero definitivo), è un provvedimento che trae linfa da recenti pronunciamenti della Cassazione proprio sull’attualità del pericolo di reiterazione del reato quello che Veneziano firma al termine di una lunga mattinata iniziata con l’udienza al settimo piano dell’ospedale Mazzini dove Collins si trova ricoverato e piantonato da sabato, da quando il pm Laura Colica ha firmato il fermo dopo aver avuto la certezza che l’uomo avesse in corpo un livello di alcol sei volte superiore a quello consentito. Appena sarà dimesso dall’ospedale, forse già oggi , il 36enne inglese entrerà nel carcere di Castrogno. Collins, che in queste ore è stato raggiunto dal padre arrivato dall’Inghilterra, è stato autorizzato a contattare il consolato inglese in Italia. E stata un’udienza di convalida lunga e tormentata quella che ieri mattina si è svolta in ospedale: l’uomo, che non parla italiano, è stato assistito da un interprete e dal difensore d’ufficio Ettore Sisino, anche se nelle prossime ore dovrebbe subentrare un legale di fiducia nominato dalla famiglia dell’agente. Che al giudice ha raccontato di non ricordare nulla di quanto successo. Nemmeno dove sia stato dalle 23.15 alle 2. Perchè, hanno accertato le indagini, alle 23.15 di venerdì Collins, arrivato qualche giorno fa all’aeroporto di Bologna e giunto in Val Vibrata per incontrare alcuni imprenditori della zona, esce da un ristorante di Alba dopo aver pagato con il bancomat. E l’operazione con il Pos lo localizza. Poi nessuno sa dove sia stato nè con chi. E lui al giudice ha detto di non ricordare. Alle 2 della notte tra venerdì e sabato l’Audi Q7 noleggiata all’aeroporto di Bologna sfreccia a folle velocità sulla statale 16 e incrocia le vite di Graziano Battistelli, 52 anni, papà di una ragazzina, e di Marco Iampieri, 41 anni, marittimi di Tortoreto e Alba che andavano a lavorare sulla barca ormeggiata a San Benedetto. Non arriveranno mai. «Anche la mia vita è finita quella notte» dice l’inglese al giudice quando l’udienza è finita. (d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA