Il giudice toglie i sigilli all’Arlecchino

Lo stabilimento balneare dissequestrato dopo oltre tre anni. Condanna a due mesi per abusi edilizi per la titolare della società
GIULIANOVA. La condanna a due mesi per abusi edilizi con la demolizione delle opere ritenute abusive e il dissequestro di uno stabilimento balneare chiuso ormai da tempo declinano la sentenza di primo grado sul caso dello stabilimento balneare Arlecchino di Giulianova. La struttura è sotto sequestro da oltre tre anni e negli ultimi tempi è stata presa di mira più volte dai vandali anche con un tentativo di incendio. «Gli abusi edilizi sono già stati sanati e le opere oggetto già demolite», dice Morgan Di Concetto, figlio dei proprietari, «siamo soddisfatti perché finalmente dopo anni possiamo far ripartire lo stabilimento. Certo questa stagione balneare è iniziata e quindi non saremo al massimo, ma cercheremo di garantire il più possibile i servizi. Resta la grande amarezza per i tanti anni in cui la struttura è rimasta chiusa e danneggiata».
La sentenza è stata emessa dal giudice Claudia Di Valerio nei confronti di Teresa Longino, titolare della società Arlecchino sas e madre di Di Concetto. Le motivazioni saranno depositate tra novanta giorni. La donna è stata assistita dagli avvocati Guglielmo Marconi e Eugenio Galassi. Il Comune di Giulianova si è costituito parte civile rappresentato dall’avvocato Michele Del Vecchio. Il pm d’udienza Roberta Roccetti ha chiesto l’assoluzione. Nel 2020 il caso è finito anche in Cassazione con i giudici che all’epoca accolsero il ricorso della Procura (a presentarlo il pm Davide Rosati titolare del fascicolo ) contro il provvedimento con cui il tribunale del Riesame aveva annullato i sigilli accogliendo il ricorso della proprietà. Parallelamente alla vicenda penale sul caso c’è stata anche una battaglia in sede amministrativi con vari ricorsi al Tar.
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