Il giuliese nella lista nera dell’Isis «Non riesco a spiegarmelo»
L’uomo si dice molto sorpreso della cosa ma non preoccupato: «Ho pensato a uno scherzo» La Digos indaga sulla veridicità delle minacce degli hacker che si rifanno allo Stato Islamico
GIULIANOVA. «Scusi mi dice che radio è? Si tratta di uno scherzo vero?». È stata questa la prima reazione di M.C, l’uomo di Giulianova la cui identità, con tanto di indirizzo e recapito di posta elettronica, è apparsa nella macabra “Kill list” pubblicata due giorni fa sul web da un gruppo di hacker riconducibili al Califfato. Si tratta di un lunghissimo elenco di “infedeli” che il braccio cibernetico dell'Isis ha pubblicato sul web, per lo più americani e australiani ma anche europei, e diffuso con un agghiaciante monito alle sue cellule radicali sparse per il mondo: «Kill them strongly to take revenge for Muslims», cioè «Uccideteli e vendicate i musulmani».
La notizia che il nominativo del giuliese, insieme a quello di un'altra donna di Torino, fosse inserito nella lista di 256 pagine dei condannati a morte dagli hacker affiliati allo Stato Islamico, è emersa da un articolo pubblicato dal quotidiano Il Tempo a firma della giornalista esperta di terrorismo Francesca Musacchio. L’esistenza della lista è emersa nell’ambito di un’operazione contro i pericoli del radicalismo islamico eseguita dalla Digos di Brescia. Tuttavia la presenza del cittadino giuliese ha suscitato attenzione anche da parte della Digos di Teramo che adesso sta facendo approfondimenti sulla veridicità del documento e dei contenuti.
Il giuliese indicato nella lista raggiunto telefonicamente dal Centro si è dichiarato sbalordito quando ha appreso la notizia, ritenendo che in primo momento di trattasse di uno scherzo. «Certamente non immaginavo, quando i miei colleghi mi hanno riferito che mi cercavano agenti della questura, di essere “un obiettivo”. Lo apprendo da voi».
L'uomo si è ben guardato di comunicare la notizia ai familiari per non impensierirli, ma esclude collegamenti lavorativi o interessi che possano ricondurre a un'attenzione da parte dei fanatici del cosiddetto "Cyber Caliphate". Spesso infatti i nomi degli "infedeli" diffusi dall'Isis sono individui inconsapevoli. I loro nomi finiscono archiviati nei database per varie finalità, magari perché appartenenti ad ambienti militari, o iscritti a siti particolari con interessi nelle armi da collezionismo e poi rubati dai pirati informatici che li diffondono a caso con macabre e intimidatorie liste di morte periodiche.
«La cosa mi stupisce, ma non mi preoccupa affatto», ha detto al Centro l'uomo di Giulianova, «ho evitato di dirlo ai miei familiari per evitare loro preoccupazioni, ma io non mi sento impensierito dalla circostanza. Certamente però la cosa mi sorprende, visto che né per motivi lavorativi, né per interessi personali sono vicino al mondo arabo, o militare. Sono una persona estremamente pacifista».
Marianna De Troia
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