Il grido degli apicoltori: «Guadagni compromessi»

Le associazioni di categoria chiedono aiuto alla Regione: «Ci servono sostegni» Pepe (Pd): «Agricoltura in ginocchio, all’Abruzzo va dato lo stato di calamità»
TERAMO. È emergenza nell'apicoltura e nell'agricoltura in Abruzzo a causa della primavera capricciosa e delle avversità atmosferiche degli ultimi giorni. Per il comparto dell'apicoltura a lanciare l’allarme sono due associazioni di categoria con sede nel Teramano, la Apicoltori d’Abruzzo Ada e l’AssApira, che hanno scritto due lettere indirizzate al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore con delega all’agricoltura Emanuele Imprudente e alla direttrice del dipartimento Agricoltura, promozione delle filiere e biodiversità Elena Sico per chiedere lo stato di calamità, quindi supporto e sostegni per il settore che versa in uno stato di crisi.
«La situazione climatica di questo periodo ha già compromesso la stagione produttiva in corso, ma ancora più preoccupante è che stiamo perdendo parte del capitale apistico a causa delle anomale condizioni meteo», ha scritto Ennio Pirocchi, presidente AssApira, «la maggior parte degli apicoltori ha dovuto sostenere gli alveari con alimentazione di supporto per evitare di perdere le colonie». Vincenzo Cordoni di Ada ha aggiunto: «In un periodo in cui si dovrebbe raccogliere miele di acacia, che rappresenta dal punto di vista commerciale il prodotto con maggior valore aggiunto, siamo costretti ad alimentare le api e segnaliamo il caro prezzi e la mancanza di zucchero e sciroppo sul mercato che aggrava la situazione». Le associazioni chiedono, quindi, «un rapido e incisivo intervento in favore delle api e in supporto del settore con un provvedimento urgente per finanziare l’acquisto di prodotti per il sostentamento alimentare delle colonie da destinare a tutti gli apicoltori della Regione regolarmente iscritti in banca dati nazionale e che producono regolarmente i propri alveari».
I danni da maltempo hanno colpito duramente anche tutto il settore dell’agricoltura e il consigliere regionale del Pd Dino Pepe ha scritto alla Regione affinché venga chiesto lo stato di calamità naturale. «I danni arrivano al 100%, si registrano sui territori di tutte e quattro le province e la situazione nel Fucino è davvero drammatica», recita la nota, «i campi sono allagati con il pericolo di asfissia dei vegetali coltivati, gli imprenditori hanno già acquistato la semina che rischia di marcire in magazzino, ai vigneti c’è l’impossibilità di effettuare i trattamenti contro l’avanzare dei patogeni sulle viti ed è stato compromesso ogni comparto con una perdita in termini economici ingente. La Regione deve da subito attivarsi e in contemporanea alla verifica di un eventuale stato di calamità mettere in campo aiuti economici diretti e immediati».
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