Il grido dei sindaci: «LaVal Fino va chiusa»

15 Marzo 2020

I primi cittadini hanno pronte le ordinanze ma chiedono alla Asl di certificare l’emergenza nell’area

TERAMO. Ieri il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, nella sua qualità di presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, è tornato con forza a sollevare il caso della Val Fino. Nell’area interna della provincia al confine con Pescara, infatti, i casi di contagio sono tanti in rapporto alla popolazione e già tre giorni fa i sindaci di Castiglione, Montefino e Castilenti in un videomessaggio hanno chiesto ai cittadini di adottare misure di precauzione ancora più stringenti di quelle imposte dal governo, specificando di non poter fare ordinanze perché il decreto Conte lo vieterebbe. Ieri i sindaci (oltre ai tre citati anche quelli di Bisenti e Arsita) hanno scritto di nuovo al presidente della Regione, al prefetto di Teramo e alle altre forze istituzionali, affinchè si provveda alla chiusura anche delle attività produttive della zona.
«Tutti i soggetti istituzionali», ha detto D’Alberto, «devono arrivare alla consapevolezza che in questo momento il problema della provincia di Teramo è la Val Fino, che ha una stretta connessione con il Pescarese, e che quell’area andrebbe chiusa. Con gli strumenti che abbiamo ora a disposizione i sindaci possono intervenire solo sulla base di una fotografia precisa della situazione sanitaria. Per chiudere quell’area, che è un focolaio, bisogna andare oltre il decreto del governo con ordinanze sindacali che precludano la possibilità di flusso in entrata e in uscita anche per le esigenze lavorative. Non è una responsabilità da poco, per i sindaci, perché le aziende lì muovono centinaia di persone. Chiediamo quindi alla Asl», ha sottolineato D’Alberto, «che non lasci quei sindaci da soli e che si faccia carico di fotografare la situazione attuale e quella potenziale. Lì abbiamo oltre 30 persone in sorveglianza attiva e sono certamente destinate ad aumentare, quattro casi conclamati e tanti in attesa dell’esito del tampone (tra questi quattro persone della vallata già ricoverate a Teramo con tutti i sintomi del Covid-19, ndr). I numeri in rapporto alla popolazione fotografano una situazione assolutamente esplosiva e l’autorità sanitaria deve certificarla con chiarezza».
D’Alberto ha concluso: I sindaci stamattina (ieri, ndr) hanno scritto alla Asl chiedendo qual è la fonte di trasmissione del virus in quest’area, e la risposta è stata che non è certa. Già questo è un elemento importante, perché consentirebbe ai sindaci di adottare degli atti forti».(d.v.)
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