Il gruppo autonomo antierosione: «Vogliamo le barriere parallele»

23 Gennaio 2024

Il portavoce Tommolini risponde agli operatori balneari di Tortoreto, che contestano il progetto: «Solo con le scogliere emerse si può salvare la spiaggia, inutile continuare a dire che non servono»

MARTINSICURO. «Il progetto delle barriere emerse parallele alla battigia è l’unico che può fermare il fenomeno erosivo sia a Villa Rosa sud che ad Alba Adriatica». Con questa affermazione Andrea Tommolini, del Gruppo autonomo antierosione Villa Rosa sud - Alba Adriatica, risponde alle preoccupazioni avanzate da una parte degli operatori turistici di Tortoreto, timorosi che la prossima posa delle scogliere, che partirà dalla zona sud di Villa Rosa, possa spostare il fenomeno erosivo verso sud, quindi verso Tortoreto. I balneatori tortoretani ritengono anche che sarebbe più efficace la posa di barriere soffolte.
«Sicuramente», rileva Tommolini, «la cosa migliore sarebbe che i lavori delle scogliere venissero fatti contemporaneamente su tutta la costa vibratiana. Ma, da come sembra, i soldi a disposizione della Regione non bastano allo scopo. Rimane il fatto che solo la realizzazione delle scogliere emerse e parallele può dare risoluzione al problema erosivo. Problema che costa sud di Villa Rosa sta affrontando da moltissimi anni». Il fenomeno erosivo sta mettendo in crisi da molti anni le strutture ricettive della zona all’estremo sud della costa truentina tra le annuali proteste degli operatori, la scarsa attenzione degli enti interessati e i continui ripascimenti che si sono dimostrati uno sperpero di denaro, con il mare che alla prima burrasca si porta via la sabbia posizionata. «I pennelli finora realizzati a Villa Rosa sud», continua Tommolini, «hanno evidenziato la loro inadeguatezza allo scopo di fermare il fenomeno erosivo. Basta andare sui pennelli e si evince che a nord di essi la sabbia si è riposizionata mentre a sud le correnti hanno accentuato l’erosione, che da alcuni anni si è spostata oltre la foce del Vibrata attaccando la riviera di Alba Adriatica. Inutile continuare a dire che le barriere parallele non servono».
Lo scarso apporto dei pennelli contro il fenomeno erosivo è stato evidenziato anche dal geologo Luca Di Carlantonio, che in un post dell’ottobre scorso si è espresso sul fenomeno che colpisce la costa nord teramana. «Se consideriamo», evidenziava il post, «un piccolo tratto di litorale, con i pennelli avremo un beneficio di deposito di sabbia solo su un tratto a nord, nel caso in questione a Villa Rosa, mentre dall'altro lato del pennello si concentreranno intense correnti. Il Piano di difesa della costa delle Marche ha previsto già da tempo l'eliminazione di tutti i pennelli con l'installazione di barriere parallele, vedi la zona di Cupra Marittima, 20 anni fa piena di moli e pennelli con attività di pesca, oggi meta turistica grazie ai 70 metri di litorale rigenerato grazie alle barriere parallele». Di Carlantonio ha sottolineato anche l’opportunità di coprire con le opere anti-erosione l’intero tratto della costa vibratiana, scrivendo: «Le barriere parallele creano erosione sul lato sottoflutto. Pertanto, una volta inserite su un tratto di un'unità fisiografica, poi andranno estese su tutta essa».
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