Il legale: «Simone non voleva accoppare la vicina»

30 Ottobre 2019

GIULIANOVA. «Il detenuto in aula ha raccontato che solo Giuseppe voleva accoppare la vicina e non Simone». Così uno dei legali di Simone Santoleri (a processo con il padre Giuseppe con l’accusa di...

GIULIANOVA. «Il detenuto in aula ha raccontato che solo Giuseppe voleva accoppare la vicina e non Simone». Così uno dei legali di Simone Santoleri (a processo con il padre Giuseppe con l’accusa di aver ucciso la mamma Renata Rapposelli) precisa il giorno dopo l’udienza in corte d’assise.
Dice l’avvocato Gianluca Reitano: «Simone in questo caso non è stato assolutamente tirato in ballo».
Reitano, che assiste Simone insieme al collega Gianluca Santoleri, nel corso dell’udienza di lunedì nel fare domande al detenuto presente in aula come teste ha fatto emergere come quest’ultimo conoscesse l’altro recluso che accusa Simone di aver ucciso la mamma. Particolare, quest’ultimo, che l’uomo aveva omesso. Nelle risposte fornite al legale è emerso come l’uomo avesse informato l’altro del fatto che «aveva consigliato a Giuseppe di dire tutto quello che sapeva» e che in numerose occasioni aveva chiesto di parlare con la Procura.
Prossime udienze davanti alla Corte d’assise presieduta da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano) l’11 e il 18 novembre con l’audizione di un altro detenuto e di vari rappresentati della polizia giudiziaria impegnati in diverse operazioni all’epoca delle indagini sull’omicidio della pittrice.
La prima sarà dedicata ai periti nominati dalla corte, Giuseppe Orfanelli e Giuseppe Cimini, che ormai da settimane hanno riconsegnato la loro perizia psichiatrica. Le conclusioni sono uguali per padre e figlio: entrambi sono capaci di intendere e di volere e possono «partecipare coscientemente e utilmente al processo».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .