«Il liceo rischia di chiudere Nessuna garanzia per gli iscritti»

Corropoli, il fondatore del “D’Annunzio” Di Giminiani insieme ad alcuni genitori degli studenti attacca il Comune: «Disastrosa l’ingerenza della politica, è stata distrutta una scuola modello»
CORROPOLI. «Da dieci anni a questa parte hanno distrutto un modello di scuola esemplare e mi hanno trasformato in capro espiatorio. Sono allibito da quanto accaduto». Sulla situazione finanziaria del liceo “D’Annunzio” di Corropoli non usa mezzi termini Giuseppe Di Giminiani, socio fondatore del Val Vibrata College. Fondatore dell’Istituto aeronautico a Bergamo e dell’Istituto aeronavale “Locatelli” a Grottammare, dove è anche dirigente scolastico, nel 2006 Di Giminiani ha portato la sua esperienza a Corropoli con l’istituzione del liceo scientifico “D’Annunzio” ad indirizzo aeronautico. Il suo contributo nella gestione della scuola si è interrotto nel 2010 quando, per divergenze con l’amministrazione comunale di Corropoli (presente con tre componenti nel cda), ha fatto un passo indietro.
Alla conferenza stampa, convocata per ribadire la sua estraneità alla grave crisi finanziaria dell’istituto paritario, a rischio chiusura, hanno partecipato anche alcuni genitori preoccupati del futuro scolastico dei propri figli. Le mamme e i papà intervenuti hanno chiesto più volte chiarezza e risposte certe su una vicenda esplosa all’improvviso negli ultimi giorni ma che era già nell’aria da parecchio tempo. Le avvisaglie della situazione estremamente problematica si sono avute tre mesi fa con le dimissioni del presidente del cda Fernando Rosati. «Negli ultimi tempi sono stato informato della crisi finanziaria», spiega Di Giminiani, «e ho proposto nell’assemblea dei soci, forse per eccesso di generosità, di ospitare gratuitamente gli studenti nella sede di Grottammare, lasciando alla Fondazione l’incasso delle rette per consentire di risanare il bilancio. Mi hanno accusato di avere secondi fini e interessi personali. È inaccettabile, e dunque sono costretto a ritirare la proposta».
Allo stato attuale la Banca del Piceno, che è nel cda insieme al Comune di Corropoli, attende gli sviluppi della vicenda. L’istituto di credito sarebbe anche disposto a risanare i debiti in compartecipazione con il Comune, ma solo in presenza di programma strutturato di rilancio che garantisca la ripresa dell’istituto. Negli anni il liceo ha registrato un drastico calo degli iscritti, una riduzione della qualità formativa e difficoltà nel pagamento dei salari dei docenti e del personale amministrativo. Nel corso della conferenza stampa, interpellato da Di Giminiani, è intervenuto telefonicamente in viva voce anche Aldo Mattioli, presidente della Banca del Piceno: «Sulla situazione del D'Annunzio siamo in attesa di proposte concrete da parte del Comune». La patata bollente dunque passa all’amministrazione comunale, chiamata a rispondere a livello economico e programmatico.
Di Giminiani critica aspramente la gestione dell’istituto scolastico portata avanti negli ultimi anni. «Un presidente serio avrebbe dovuto informare della situazione i genitori che iscrivono i ragazzi, ma non è stato fatto per interessi politici. Quando nella scuola si ha l’ingerenza della politica questi sono i risultati». I genitori presenti all’incontro hanno esternato le proprie preoccupazioni e il rammarico per aver investito economicamente in una scuola paritaria non avendo più, ad oggi, garanzie per il futuro. Se l’istituto chiude, tutti gli studenti dovranno trasferirsi in altre scuole per completare il ciclo di studi. Particolarmente problematica la situazione degli iscritti al quarto e quinto anno che si avvicinano agli esami di Stato. Tra le ipotesi messe sul piatto, quella del trasferimento delle classi a Grottammare è stata accolta con scarso entusiasmo per via della lontananza dell’istituto. I genitori hanno chiesto a Di Giminiani se fosse possibile far restare le classi a Corropoli, trasformando la scuola in una sede distaccata del Locatelli. Una soluzione tutta da verificare nel possibile piano di rilancio.
Oggi è attesa una replica del Comune di Corropoli, che – interpellato – non ha voluto rispondere subito a Di Giminiani.
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