Il liceo Zoli si conferma il migliore in Abruzzo

18 Novembre 2016

Atri, per il terzo anno consecutivo è stato inserito nella graduatoria della Fondazione Agnelli

ATRI. Tre su tre. Dall’istituzione del riconoscimento, nato tre anni fa, e per il terzo anno consecutivo il liceo classico “Zoli” di Atri ha ottenuto il primo premio come migliore scuola abruzzese secondo i criteri stabiliti dalla Fondazione Giovanni Agnelli di Torino.

Oltre all’indirizzo classico quest’anno è entrato in graduatoria anche lo scientifico dello stesso istituto, catapultando in questo modo la scuola atriana tra le migliori i d’Italia. I dati sono stati diffusi proprio in questi giorni dall’istituto di ricerca torinese che da tre anni realizza statistiche su tutte le scuole italiane e le classifica in base a dati oggettivi tra cui l’andamento degli studi degli allievi nel corso del primo anno di università. «Merito essenzialmente del nostro progetto di scuola», commenta la preside Daniela Magno, «che non è tanto quello di puntare sulla quantità di informazioni o di nozioni, ma quanto quello di stimolare nei nostri studenti l’amore per la cultura, di suscitare in loro la voglia di assaporare e di gustare, nel profondo, il piacere dello studio e della conoscenza». «L’esito della ricerca ci inorgoglisce», sottolinea il sindaco Gabriele Astolfi, anche lui ex allievo del liceo atriano, «perché il liceo di Atri è stato sempre un’istituzione di eccellenza e vanta una lunghissima tradizione che si può far risalire al 1572 con l’istituzione del seminario, che accoglieva anche esterni, e ove hanno studiato personalità illustri della vita e del mondo culturale abruzzese, tra i quali ricordo Melchiorre Delfico e Troiano Odazii». Tra l’altro il liceo di Atri abbraccia un comprensorio molto ampio visto che accoglie studenti della costa da Roseto a Pescara, della vallata del Fino e del Vomano, tanto che dei 1.450 studenti in totale, ben 1.200 sono pendolari.

Intanto domani l’atleta ruandese Claudette Mukasakindi, sarà domani al liceo di Atri dove incontrerà gli studenti per far capire loro come, da una situazione difficilissima nel suo Paese, con il forte genocidio che dal 1994 insanguina il Ruanda, sia riuscita con sue prestazioni sportive a essere portabandiera nell’Olimpiade di Rio 2016.

Federico Centola

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