Il M5S attacca sulla gestione della sala pesi all’Athlas

28 Marzo 2015

TERAMO. L'affidamento in gestione del piano terra della palestra Mazzini, che ospita una sala di pesistica, continua a scatenare polemiche. Ad alimentarla è il Movimento 5 stelle, che dopo la...

TERAMO. L'affidamento in gestione del piano terra della palestra Mazzini, che ospita una sala di pesistica, continua a scatenare polemiche. Ad alimentarla è il Movimento 5 stelle, che dopo la chiusura dello spazio in questione per inadeguatezza alle norme antincedio contesta la procedura adottata dal Comune per rimetterlo in funzione. L'amministrazione ha recepito una proposta del centro sporitivo Athlas, che occupava il pianterreno prima che ne fosse sigillato l'ingresso, in base alla quale la società si farà carico dei lavori di adeguamento in cambio della concessione per cinque anni della sala.

La somma spesa per la messa a norma, inoltre, verrebbe scorporata dall'affitto che spetterebbe all'ente. Il perfezionamento dell'operazione però deve passare comunque attraverso un bando pubblico destinato a individuare eventuali altri privati che possano presentare offerte più vantaggiose rispetto a quella avanzata dall'Athlas. Il capogruppo del Movimento 5 stelle Fabio Berardini contesta la delibera con cui la giunta ha dato il via all'iniziativa.

«Questa sarà sicuramente una procedura chiusa», fa notare il consigliere, «infatti quasi nessuna società sportiva è stata avvertita direttamente di questa possibilità». Secondo l'esponente pentastellato si tratta, insomma, di un'operazione ad hoc per favorire l'Athlas. «A fronte di lavori stimati in circa 18.000 euro per la messa a norma», calcola il grillino, «si avrà la possibilità di gestire in modo esclusivo la struttura per cinque anni». A conti fatti, dunque, la società sborserebbe appena nove euro al giorno.

«Già perché il Comune», osserva Berardini, znella delibera ha pensato bene di non parlare minimamente di pagamento delle utenze anche dopo essere stato richiamato dalla Corte dei conti e aver dovuto attingere dal fondo di riserva comunale per poter liquidare le bollette dell'energia elettrica degli impianti pubblici». (g.d.m.)