Il M5S: «Che pasticcio sugli impianti sportivi»

Il consigliere Berardini cita la relazione del consulente tecnico della procura «Sono privi di agibilità e sono stati affidati per anni senza controlli sulle tariffe»
TERAMO. Gli impianti sportivi comunali sono privi di agibilità, sono stati affidati per anni senza alcun controllo sulle tariffe e il Comune scarica sulle società sportive tutte le responsabilità civili e penali derivanti da eventuali danni a persone o cose per le condizioni delle strutture. È un quadro rovinoso quello che il consigliere Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle consegna alla stampa dopo gli esposti presentati alla magistratura e contenuti nella relazione del consulente tecnico d’ufficio nominato dal pm Davide Rosati. Gli esposti sono stati presentati dal movimento pentastellato per chiarire le condizioni degli impianti in tema di sicurezza, ma anche la regolarità nei rapporti tra il Comune e le società sportive concessionarie.
Secondo quanto riferito da Berardini, le conclusioni del consulente hanno accertato che quattro impianti sportivi comunali – il palazzetto di Scapriano e le palestre Molinari, Acquaviva e San Gabriele – sono prive del certificato di agibilità che attesta condizioni di sicurezza, igiene e salubrità delle strutture. Inoltre, ad eccezione del palazzetto, tutte e tre le palestre risultano anche prive del certificato di idoneità statica che attesta la capacità dei plessi di avere fondazioni in grado di sopportare carichi e sovraccarichi previsti dalle normative di settore. A titolo di esempio, l’ultimo collaudo statico della Molinari è stato redatto 41 anni fa. Berardini, precisando che l’esposto è stato archiviato sotto il profilo penale poiché non c’è dolo, sottolinea tuttavia inadempienze amministrative che imputa alla giunta. Nel mirino finiscono l’ex assessore Guido Campana e gli uffici comunali del settore sport che durante il primo mandato del sindaco Brucchi non avrebbero mai vigilato sul rispetto degli accordi con le società sportive. In particolar modo quello sui canoni da corrispondere all’ente.«Mancano gli accertamenti in entrata delle società sportive nelle strutture», sostiene Berardini, «la convenzione prevedeva che ci fossero dei registri dove le squadre avrebbero dovuto segnare gli ingressi utili a calcolare gli importi dovuti al Comune per l’uso degli impianti».
Berardini afferma che «questi registri non esistono, così come non esistono ingressi firmati e spesso sono state applicate riduzioni arbitrarie sulle tariffe (ad esempio per il mancato utilizzo delle docce) senza le autocertificazioni delle società necessarie per ottenerle». Insomma nessuna “pezza d’appoggio” e tante irregolarità sotto il profilo amministrativo che Berardini denuncia e che formalizzerà in una interrogazione nel prossimo question time. Il consigliere sollecita il segretario comunale ad applicare sanzioni e infine avanza una proposta: «C’è un bando del governo che concede fondi per la ricognizione e riqualificazione delle strutture. Perché il Comune non si attiva?». Berardini ritiene infatti grave che il Comune nell'ultima convenzione sottoscritta, scarichi sul concessionario, ovvero la società Linea Informatica, le responsabilità giuridiche della gestione degli impianti in assenza dei certificati di sicurezza e vede un collegamento nel fatto che finora, per i nuovi affidamenti, non c’è alcuna aggiudicazione definitiva se non per il nuovissimo impianto di Villa Pavone.
Marianna De Troia
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