Il M5S: nel bilancio ci sono 6 milioni fittizi

26 Giugno 2015

Il consigliere grillino Berardini chiede alla Corte dei conti una verifica sul consuntivo del Comune

TERAMO. Il Movimento 5 Stelle chiede alla Corte dei conti di verificare la regolarità del bilancio consuntivo 2014 stilato dal Comune. La richiesta è contenuta in un quesito indirizzato alla magistratura contabile da Fabio Berardini. Il capogruppo grillino contesta in particolare l’esito dell’accertamento dei residui attivi e passivi dell’ente con cui l’amministrazione avrebbe inserito nel documento contabile un credito di sei milioni di euro che però, a suo giudizio, risulterebbe «fittizio» o comunque non riscuotibile.

«Per iscrivere una somma a bilancio è necessaria la documentazione che ne accerti l’effettiva sussistenza», spiega il rappresentante del Movimento 5 Stelle, secondo cui nel caso del residuo attivo indicato nel consuntivo 2014 mancano le cosiddette pezze di appoggio che lo rendono effettivo. L'anomalia dell’operazione, stando alla denuncia di Berardini, sarebbe dimostrata dal fatto che l'amministrazione dopo aver chiuso i conti riferiti all’anno scorso con un avanzo di 19mila euro, «nello stesso giorno ha dichiarato che quei sei milioni di euro era inesistenti e andavano cancellati definitivamente». Il credito emerso dall’accertamento, insomma, sarebbe servito solo a far risultare sulla carta in attivo il consuntivo dell’ente. Senza i sei milioni di euro di «crediti surreali», infatti, il documento contabile avrebbe registrato una pesante perdita.

Questo dato, inoltre, non avrebbe permesso al Comune di spalmare in trent’anni i residui passivi accertati, con conseguenze disastrose per i bilanci futuri. «Delle due l’una», osserva Berardini, «o quel credito era inesistente anche per il rendiconto 2014, e dunque il Comune doveva dichiarare un disavanzo di sei milioni di euro, oppure esiste e va quindi mantenuto anche nell’esercizio 2015». L’operazione contabile, che a sentire Berardini è paragonabile a un gioco di prestigio in cui i soldi appaiono e scompaiono, avrebbe mascherato la situazione reale dei conti del Comune determinata dalla «malsana gestione finanziaria degli ultimi dieci anni di amministrazione di centrodestra». L’ente, insomma, avrebbe gonfiato le entrate per mantenere gli stessi livelli di spesa pur sapendo che non avrebbe mai pareggiato davvero i conti. «Tant’è che dalla metà del 2014 e ancora quest’annno», fa notare Berardini, «l’amministrazione opera in anticipazione di cassa utilizzando soldi presi in prestito dalla Tercas». A detta del consigliere grillino, dunque, il sindaco Maurizio Brucchi «dovrebbe assumere la responsabilità della gestione fallimentare dei conti, dichiarando che il Comune è in sostanziale disavanzo per sei milioni di euro». Se la magistratura contabile scoprisse il “trucco”, aggiunge Berardini, risulterebbe violato il patto di stabilità e tra le conseguenze previste rientrerebbe anche il taglio del 30% delle indennità del primo cittadino e degli assessori. Un ulteriore segnale della crisi finanziaria dell’ente è dato dal fatto, sempre secondo il rappresentante grillino, che la segreteria generale abbia emesso e subito dopo ritirato il bando da 34mila euro per le riprese televisive delle sedute consiliari. «L'atto è stato revocato», conclude il consigliere, «perché la dirigente del settore finanze ha emesso una direttiva che blocca gli impegni di spesa». (g.d.m.)

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