Il M5S: «Salto della quaglia di Di Dalmazio»

23 Gennaio 2019

Sotto accusa il cambio di schieramento con l’appoggio a Legnini. Attacco anche a Ciapanna 

TERAMO. L’ingresso, nella squadra del candidato presidente Giovanni Legnini, dell’ex assessore regionale della giunta Chiodi Mauro Di Dalmazio, ha suscitato diverse polemiche. A sollevarle, ieri mattina, il M5S Teramo, che citando Gaber e la sua storica canzone “Destra-Sinistra”, è intervenuto sulle candidature alle regionali sparando a zero sia sui consiglieri che hanno deciso di candidarsi alle elezioni del 10 febbraio, «abbandonando gli scranni del consiglio comunale, quelli per cui con tanta insistenza si erano cercati i voti», sia su quei politici pronti a quello che i pentastellati hanno definito «il salto della quaglia». E così sotto accusa sono finiti sia «un consigliere che neanche tre giorni fa sedeva in consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione» e candidato con Legnini (ndr Graziano Ciapanna), sia Di Dalmazio. L’ex assessore della giunta Chiodi non è candidato alle regionali, ma Legnini ha annunciato che in caso di vittoria ricoprirà un ruolo importante nell’esecutivo regionale. «Ci auguriamo proverà quantomeno un serio imbarazzo, fresco dell’endorsement di Legnini, il vicepresidente in pectore della Regione, Mauro Di Dalmazio», hanno scritto i Cinque Stelle in una nota, «specializzato nei passaggi dell’uno all’altro schieramento così tante volte che pensiamo anche lui abbia perso la cognizione di quale sia il suo attuale schieramento di appartenenza». Una conferma, per i rappresentanti del Movimento, di come la coerenza in politica sia «un optional». Coerenza che, al contrario, i cinque stelle hanno rivendicato ai loro rappresentanti. «Ora, è vero che centrodestra e centro sinistra sono, in fondo, la stessa cosa», hanno continuato i pentastellati, «ma qui si esagera un po’...Ci spiace per gli elettori di queste due fazioni,certamente disorientati da tali, confusi passaggi. E ci piace, al contrario, rassicurare gli elettori del Movimento 5 Stelle. La coerenza è magari noiosa, ma è, per noi, un valore assoluto». Ma i cinque stelle non sono stati gli unici ad intervenire in maniera polemica sulla decisione di Di Dalmazio di appoggiare Legnini. Sul suo profilo Fb Paolo Gatti ha infatti postato la foto di un gregge di pecore, accompagnato da poche ma eloquenti parole. «A chi evoca la tradizione abruzzese della transumanza dinanzi ad improvvisi quanto clamorosi cambi di coalizione», ha scritto Gatti, «dico che ho troppo rispetto per i pastori e di D’Annunzio. Trattasi solo di vagabondaggio politico».