«Il Masterplan? Per noi è carta straccia»

Quintiliani (Futuro In) all’attacco dopo la firma del piano regionale: scavalcato il consiglio comunale, la funivia va eliminata
TERAMO. «Senza l’avallo del consiglio comunale per noi Masterplan è carta straccia, anche dopo la firma di Renzi». E' questa la posizione di alcuni consiglieri di maggioranza che non hanno alcuna intenzione di accettare il progetto della funicolare e sono determinati a respingere l'intervento.
I 10 milioni di euro previsti per la sua realizzazione, secondo il gruppo di Futuro In, vanno destinati al polo scolastico, come già suggerito l'indomani del sisma del 24 agosto dal vicepresidente del Consiglio regionale Paolo Gatti che su questo argomento aveva annunciato anche la convocazione di un consiglio comunale straordinario. La seduta era fissata per giovedì appena trascorso, ma è stata annullata per il terremoto e in quello stesso giorno la Regione ha siglato il via libera al Masterplan alla presenza del premier Matteo Renzi a Pescara.
«Di fatto è stato un tentativo di scavalcare le volontà del consiglio comunale», osserva il capogruppo Giambattista Quintiliani, «mentre noi abbiamo avuto la sensibilità di capire la delicatezza dell'emergenza post-sisma e di rinviare una discussione, la Regione ha dimostrato ancora una volta di non avere sensibilità né considerazione per i teramani e per il Pd locale».
«Noi non molliamo», prosegue Quintiliani, «lunedì con la riapertura delle scuole di fatto può considerarsi superata l'emergenza. Per questo chiediamo che venga dato seguito alla richiesta firmata da 15 consiglieri comunali che hanno chiesto la seduta sulla destinazione dei fondi del Masterplan al polo scolastico. Tra i firmatari di quel documento c'è anche Raimondo Micheli di Fratelli d'Italia, ma sappiamo che i consiglieri civici Angelo Puglia e Guido Campana sono altrettanto favorevoli e non escludiamo che possano votare a favore anche i consiglieri d'opposizione Paola Cardelli e Gianluca Pomante». Il capogruppo di Futuro In precisa, inoltre, che il consiglio comunale è organo sovrano in materia urbanistica e ambientale. «Chiediamo che quei soldi siano utilizzati il polo scolastico», insiste Quintiliani, ma qualora fossero vincolati a progetti di mobilità, allora siano usati per percorsi urbani che leghino Teramo a San Nicolò o un sistema di mobilità alternativa e pedonale tra Colleparco eil centro. Sarebbero progetti per tutti i teramani e non solo per un quartiere con una funivia che costerebbe almeno 600mila euro all'anno di manutenzione».
Quintiliani lancia una stoccata al collega di maggioranza Dodo Di Sabatino che non ha firmato la richiesta del consiglio straordinario. «Si era dichiarato favorevole alla funivia e dopo il terremoto ha sollecitato la costruzione del polo scolastico: siamo curiosi di conoscere con quali fondi pensa di realizzarlo».
Marianna De Troia
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