Il Mercato della terra conquista i consumatori

27 Marzo 2018

Pineto, centinaia di visitatori tra i banchi delle 12 aziende agricole teramane Laboratori su erbe spontanee e cesti, commosso ricordo dello chef Marrangoni

PINETO. Debutto con il botto del Mercato itinerante della terra, domenica a Pineto. Sono 12 i piccoli agricoltori che si sono uniti per dare vita a iniziative che sarebbe riduttivo definire mercato contadino. Sono produttori che impiegano sistemi naturali, sono portatori di una cultura che prevede il recupero di un rapporto di conoscenza fra chi produce e l’acquirente. Da qui anche l’organizzazione di laboratori e momenti divulgativi.
«E’ stato emozionante», spiega Maria Josè Moraza, proprietaria con il compagno Maurizio della Fattoria Gioia a Valviano, «il nostro iniziale obiettivo, ricreare una comunità contadina, è stato raggiunto e superato grazie all’accoglienza e al calore dimostratoci da istituzioni e cittadini. Vorremmo far capire che anche a Teramo è possibile praticare un’agricoltura “pulita”, senza chimica». E i cittadini hanno risposto con entusiasmo: in centinaia hanno visitato il Mit, provenienti da ogni parte d’Abruzzo. Un mercato dedicato alla memoria dello chef Gabriele Marrangoni, proprietario di Borgo Spoltino, da poco scomparso, con un momento commemorativo a cui hanno preso parte il figlio Alessio, la madre Graziella e la socia Laura.
E poi le istituzioni: erano presenti l’assessore regionale Dino Pepe e il sindaco Robert Verrocchio. «Come abbiamo sempre detto», aggiunge Moraza «le istituzioni vanno interpellate e hanno risposto presente. A loro abbiamo simbolicamente consegnato una proposta di legge per creare un contesto in cui l'agricoltura contadina può crescere». Il Mit è stato ideato nel luglio 2017 su impulso di Carlo Petrini – presidente di Slow Food, in visita al Teramano duramente colpito da nevicate, frane e terremoti – e non a caso domenica c’erano i rappresentati di quattro condotte Slow Food. E per tutta la giornata due ragazzi dell’azienda ViacolVenco hanno dato dimostrazione di come si intrecciano i cesti, mentre nel pomeriggio c’è stato un seguitissimo laboratorio di riconoscimento di erbe spontanee tenuto da Roberta Tulli e Carlo De Lauretis. Dodici le aziende che fanno parte del Mit: Blaas blaas di Farindola, Borgo degli Gnomi di Valle San Giovanni, Agricola Partenopea di Cellino, Fattoria Gioia di Valviano, Narciso di Tortoreto, D'Amario e Feliciani di Atri, Recchiuti di Notaresco, Verdefilolab di Favale, BeerInspired di Atri, Francesca Valente di Bisenti e Ciccone di Bisenti. Si replica, sempre a Pineto, il 25 aprile e il 27 maggio. «La speranza è che scoppi un’epidemia di piccoli Mit, così si sviluppa tutto il territorio a costo zero per la comunità», conclude Moraza.
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