Il messaggio della Bicipattinata: «Ciclovia costiera da migliorare»

TERAMO. Si è svolta domenica su tutta la costa teramana la 13ª edizione della Bicipattinata Adriatica, manifestazione nata nel 2010 da un gruppo di appassionati per portare all’attenzione delle...
TERAMO. Si è svolta domenica su tutta la costa teramana la 13ª edizione della Bicipattinata Adriatica, manifestazione nata nel 2010 da un gruppo di appassionati per portare all’attenzione delle istituzioni le tematiche relative alla mobilità ciclistica.
Si legge in una nota della Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta): «Centinaia i ciclisti e i pattinatori intervenuti anche se, causa maltempo, molti hanno percorso solo un tratto dell’itinerario proposto, preferendo tornare indietro con il treno o con gli stessi mezzi, anche per motivi di sicurezza. L’accoglienza, a Roseto, ha comunque visto decine di ciclisti e pattinatori, accolti dal sindaco Mario Nugnes, fare festa sotto la pioggia battente che non ha spento l’entusiasmo». La bicipattinata, come ogni anno, ha preso atto dei tanti progressi fatti per il completamento del tratto marchigiano-abruzzese della Ciclovia Adriatica, riscontrando, però, non poche criticità. «Il percorso», sottolinea la Fiab, «non è ancora adatto a tutti, con ampi tratti inaccessibili a pattinatori e ad alcune tipologie di biciclette, causa il fondo sterrato. Parliamo, ad esempio, della ciclabile nella riserva del Borsacchio, del tratto antistante la Torre di Cerrano e del percorso che congiunge il ponte sul Vomano alla ciclabile di Scerne. Inoltre mancano servizi per i ciclisti e le poche piazzole attrezzate, come quelle realizzate in prossimità del ponte ciclopedonale sul Vomano, sono imbarazzanti per come sono state pensate e realizzate».
La Fiab rileva che «non mancano le eccellenze, come le ampie corsie ciclabili di Tortoreto, Alba Adriatica e parte di Giulianova e Pineto, ben distinte dai percorsi pedonali, mentre in altre zone la promiscuità con i pedoni, che aumenta in estate, rende quasi impossibile l’utilizzo in alcuni periodi». «Resta, però», dichiara il presidente Fiab Teramo Gianni Di Francesco, «ancora molto da fare. Manca, inoltre, a livello regionale, una chiara strategia sulla mobilità ciclistica. In generale si nota una mancanza di coordinamento nella realizzazione dell’opera, assenza di segnaletica e di servizi dedicati ai ciclisti, poca attenzione per la piena accessibilità dei percorsi, ed è necessario che l’intero percorso venga rivisto nell’ottica di una uniformità, verso l’alto, dei parametri previsti per le “Ciclovie di rilevanza nazionale”, quale è la Ciclovia Adriatica».

