Il messaggio di D’Alberto per la Pasqua «Forza, c’è ancora un mese di sacrifici»

4 Aprile 2021

Rispetto delle regole, responsabilità e speranza: sono i concetti sui quali si muove il messaggio pasquale che il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto rivolge ai concittadini. La zona rossa limita...

Rispetto delle regole, responsabilità e speranza: sono i concetti sui quali si muove il messaggio pasquale che il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto rivolge ai concittadini. La zona rossa limita incontri, spostamenti, momenti di condivisione: rinunce e sacrifici faticosi che il sindaco ritiene indispensabili per tornare a recuperare quella quotidianità che manca a tutti. Aprile sarà un mese di transizione, che potrà dare un indirizzo significativo alla lotta alla pandemia: è per questo che D'Alberto richiama tutti ad un impegno serio e soprattutto al rispetto delle norme anti-Covid. «Come voi, non avrei immaginato di dover trascorrere di nuovo le festività pasquali in emergenza sanitaria, ma è una realtà che purtroppo va fronteggiata e arginata, affidandoci alla responsabilità individuale di ciascuno. Le restrizioni di questi giorni si rendono necessarie perché vanno evitate le occasioni di incontro, di assembramento, che sappiamo essere un pericoloso veicolo di trasmissione del virus; il sacrificio è richiesto a tutti, ma è dovuto per non dimenticare mai chi non è riuscito a vincere la battaglia contro il Covid, per chi lo ha contratto e si sta curando, nonché per tutto il personale sanitario, costantemente, impegnato in prima linea, senza alcuna sosta», dice D'Alberto ai teramani, «quello appena avviato sarà il mese di transizione, settimane che richiederanno ancora tanto impegno, molta pazienza, rispetto rigoroso delle norme anti-Covid, dove ognuno di noi dovrà contribuire a ostacolare la diffusione del virus adottando le tutele necessarie per se stesso e perché appartenente a una comunità che dimostra sempre coesione e vicinanza». Il sindaco sottolinea come la Pasqua rappresenti un momento di rinascita «intesa come restituzione e ricostituzione: tornare a rivivere la quotidianità, in un’ottica di ripristino di tutto ciò che è proprio, è quanto desideriamo e vogliamo augurarci tutti», e cita Papa Francesco: «...sempre la Pasqua finisce nella risurrezione e nella pace, ma non è un happy end, è proprio il compromesso, l’impegno dell’amore, che ti fa attraversare questa strada dura». (v.m.)