Il messaggio è che solo i fessi rispettano le regole
DINO VENTURONI. I messaggi che lancia la vicenda delle migliaia di multe inflitte dalle telecamere della Ztl sono molto chiari, e nessuno di essi è positivo. Il primo è che molti teramani sono o...
DINO VENTURONI. I messaggi che lancia la vicenda delle migliaia di multe inflitte dalle telecamere della Ztl sono molto chiari, e nessuno di essi è positivo. Il primo è che molti teramani sono o incredibilmente furbi e lungimiranti (cioè ignorano di proposito i cartelli agli ingressi della Ztl, sapendo che tanti fanno come loro e che alla fine, alzando la voce in massa, tutto finirà a tarallucci e vino – come forse finirà) o incredibilmente sprovveduti e ignoranti (cioè sono entrati ai varchi senza autorizzazione non sapendo che sarebbero stati multati – come dire che non sanno leggere i cartelli stradali e che non seguono i media locali, che delle suddette telecamere parlano da anni). Il secondo messaggio è che a Teramo resiste indomita, come gli ultimi borbonici a Civitella, una lobby di commercianti che vorrebbe vedere le auto dei clienti entrare nei propri negozi, se si potesse. Le loro battaglie di retroguardia, peraltro, trovano sempre molto sensibili gli amministratori di turno, di qualunque colore siano. È ancora vivo nella memoria il siluramento – dai commercianti chiesto a gran voce – dell’assessore al traffico della giunta di centrosinistra Domenico Bucciarelli, “colpevole” di voler applicare il programma elettorale del sindaco Sperandio chiudendo al traffico l’attuale Ztl. E il lassismo visto in città sotto le giunte di centrodestra è stato sensazionale: ai varchi entravano tutti, per lo più restando impuniti. Forse ora le migliaia di multe arrivate da marzo fungeranno finalmente da deterrente, ma se venissero annullate? Chissà! Il messaggio definitivo e finale è che a Teramo rispettare le regole, ovvero parcheggiare dove è lecito e farsi due passi a piedi per raggiungere le zone pedonali, è da fessi. Corretti sì, bene informati pure. Ma fessi.

