Il micronido comunale resterà aperto anche di sabato

19 Marzo 2019

Lo prevede il bando di gara per il riaffidamento della struttura. È la mossa decisa dal Comune per ridurre i disagi alle famiglie derivanti dal pensionamento anticipato di diverse maestre d’asilo 

TERAMO. L’introduzione della cosiddetta quota 100 potrebbe tradursi, per il Comune di Teramo, nel pensionamento anticipato di diverse maestre di asilo nido, con il risultato di mettere a rischio l’apertura anche il sabato dei nidi, o almeno di una parte di essi. Un rischio rispetto al quale l’amministrazione ha giocato d’anticipo, prevedendo nell’atto di indirizzo per il bando di gara relativo all’affidamento del micronido l’apertura della struttura anche di sabato.
«A giugno scadrà l’affidamento del micronido», spiega l’assessore alla pubblica istruzione Maria Cristina Marroni, «e dobbiamo quindi procedere a predisporre una gara per riaffidarlo. A questo riguardo nell’ultima giunta abbiamo approvato il relativo atto di indirizzo, nel quale abbiamo previsto tra le novità anche l’apertura della struttura nella giornata di sabato, così da superare eventuali problemi che si sarebbero potuti creare con quota 100». Nell’atto di indirizzo, che prevede l’affidamento in concessione del servizio per due anni, viene previsto dunque un potenziamento e la diversificazione dell’offerta formativa del micronido “La casetta sul fiume”, con l’apertura il sabato senza costi per le famiglie e durante le festività natalizie e pasquali, quando gli altri nidi sono chiusi, in questo caso con il servizio a pagamento. «Per quanto riguarda il sabato il servizio, senza mensa, sarà destinato ai bambini i cui genitori lavorano entrambi», spiega l’assessore Marroni, «e a fronte dell’affidamento in comodato della struttura, sarà svolto a titolo gratuito. Per quanto riguarda invece l’apertura durante i periodi di chiusura degli altri nidi, stabiliti dal calendario scolastico, sarà a pagamento. L’obiettivo è quello di andare incontro alle esigenze dei genitori che hanno difficoltà a conciliare i tempi di lavoro con l’accudimento dei figli ed anche in questo caso si darà priorità ai bimbi i cui genitori lavorano entrambi».
L’atto di indirizzo relativo al micronido prevede che siano a carico del concessionario anche l’implementazione degli arredi e delle attrezzature già presenti nella struttura e tutte le spese relative ai consumi di acqua, energia elettrica, gas e Tia, oltre a quelle relative alla manutenzione dell’immobile e delle aree esterne.
«Per quanto riguarda i problemi che si potrebbero creare con quota 100 abbiamo già effettuato una prima verifica», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «ad oggi il numero di bambini che usufruisce del nido il sabato è limitato e dunque, con l’apertura del micronido anche in quella giornata, dovremmo evitare qualsiasi tipo di disagio a carico delle famiglie». Il primo cittadino sottolinea come il potenziamento delle attività del micronido rientri nel progetto Face e come il fatto che la struttura si trovi nel parco fluviale potrebbe consentire ai bimbi di svolgere anche tutta una serie di attività in uno spazio verde.
Lo stesso sindaco, tornando sull’introduzione di quota 100 e sulla volontà del Comune di preservare i nidi pubblici, sottolinea come questo potrebbe essere il primo passo «verso una riflessione concreta sull’introduzione del tempo pieno con la settimana corta in tutte le scuole, come d’altro canto fatto già in autonomia dalla Zippilli con ottimi risultati». Il primo cittadino, infine, evidenzia la necessità di seguire modelli di gestione virtuosa del sistema dei nidi, prendendo esempio da realtà di alto livello come Reggio Emilia. «L’idea è quella di introdurre un sistema di gestione integrata dei nidi», conclude D’Alberto, «prevalentemente pubblica, nell’ottica di garantire una qualità sempre migliore dei servizi».
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