Il ministero: «La Patrimonio va chiusa»

Un servizio della giornalista Gabanelli rivela che quella giuliese è tra le 287 municipalizzate da dismettere per legge
GIULIANOVA. Conti in rosso: la società municipalizzata Giulianova patrimonio srl, che gestisce immobili e servizi pubblici, deve chiudere. È stata una vera e propria bomba mediatica quella che è esplosa in città in seguito al servizio sulle società partecipate mandato in onda lunedì sera dall’emittente La7. La giornalista Milena Gabanelli, attraverso un rapporto stilato dal ministero dell’Economia e Finanze, ha riferito che fra le 287 società in house da chiudere, perché hanno registrato quattro bilanci negativi negli ultimi cinque anni, figura anche la giuliese Patrimonio, di cui il Comune è socio unico al 100%. Venerdì scorso il Mef ha comunicato all’ente la necessità di chiuderla. Secondo la legge nazionale vigente, una pubblica amministrazione può mantenere in vita una società in house solo se risponde a ragioni di interesse pubblico o a finalità istituzionali. Va ricordato che a seguito di tre esercizi consecutivi in perdita della municipalizzata, riferiti alle annualità 2017, 2018 e 2019, il Comune ha avviato nel settembre 2021 un piano di risanamento secondo la legge Madia: entro la fine dello stesso anno, in 100 giorni, l’amministrazione Costantini avrebbe dovuto mettere in pratica quanto previsto dal piano, esternalizzando alcuni servizi in pancia alla Patrimonio, come il cimitero e il verde pubblico o attraverso la vendita di immobili, senza dimenticare di salvaguardare i dipendenti. L’ultimo bilancio della società guidata dall’amministratore unico Federico Iachini, quello riferito al 2022, ha fatto registrare perdite che si attestano intorno ai 90mila euro, ma comunque miglioramenti nel deficit rispetto all’anno precedente.
A chiarire la posizione dell’ente comunale è l’assessore Paolo Giorgini: «Mi stupisce la velocità con la quale la notizia sia arrivata addirittura su una rete nazionale», dichiara il delegato alle partecipate, «ora il Comune, affidando l’incarico a un legale, farà le proprie controdeduzioni in merito all’accertamento pervenuto dal ministero». La Gabanelli nel servizio su La7 ha anche parlato di interesse, da parte delle amministrazioni di turno, di mantenere in vita queste società partecipate, perché funzionali alle proprie attività «infilando nei consigli di amministrazione le sue clientele o il politico trombato». Secondo Giorgini, però, tale clientelismo non riguarda l’amministrazione Costantini: «Ciò che afferma la Gabanelli riguardo un certo clientelismo è il frutto delle vecchie amministrazioni; è vero che i bilanci sono ancora in perdita, ma è altresì vero che ci siamo ritrovati a gestire un deficit di quattro milioni di euro, con perdite di circa 400.000 euro annui».
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