Il ministero taglia i prof Saranno 18 in meno

Sindacati e amministratori insorgono contro Valeria Fedeli: «Significa penalizzare maggiormente il nostro territorio già devastato dal sisma»
TERAMO. Il ministero della Pubblica istruzione taglia gli insegnanti per il prossimo anno scolastico: 69 in Abruzzo di cui 18 nel Teramano. Una decisione che ha sollevato le proteste di amministratori e sindacati che avevano avuto rassicurazioni sulla conferma degli organici in considerazione della particolare situazione delle aree terremotate.
Il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, dopo una serie di incontri con sindacati e operatori del mondo della scuola, ha chiesto chiarimenti al ministro della Pubblica IstruzioneValeria Fedeli che a febbraio, nel corso di una visita ad Isola, aveva dato assicurazioni sulla necessità di interventi in una una zona così disastrata.
«In questi mesi avete dialogato con le organizzazioni sindacali sulla questione del congelamento degli organici», scrive il presidente, «le assicuro che si tratta di problema di grandi proporzioni che travalica gli aspetti, già di per sé di notevole rilievo, connessi alla didattica, alla formazione, al dimensionamento scolastico, provvedimento amministrativo quest’ultimo che vede direttamente coinvolta la Provincia». Di Sabatino, nella sua lettera, punta proprio sulle conseguenze del terremoto in un territorio già penalizzato: «La situazione emergenziale che ancora viviamo – tenga conto che i processi di ricostruzione sono appena all’inizio e dureranno anni – ha profondamente scardinato, come accade sempre in questi casi, consolidate dinamiche sociali che a loro volta si riflettono sulle dinamiche urbane e urbanistiche dei territori, sulle politiche dei servizi a partire da quelle. In queste condizioni il taglio di 69 docenti in Abruzzo, 18 solo nella provincia teramana, la più colpita dalle calamità naturali appare come un atto sconsiderato, di mera “burocrazia difensiva” come si suol dire, assolutamente avulso dalla realtà. E per questo incomprensibile».
Le previsioni della tabella degli organici, inoltre, sempre secondo la Provincia, appaiono in totale contraddizione con la nota del direttore generale del ministero, Maria Maddalena Novelli, che di recente così aveva ribadito: «Per quanto riguarda le aree interessate dai recenti eventi sismici sono mantenute le classi attivate nei comuni colpiti, anche con parametri inferiori a quelli previsti dalla normativa vigente ed è possibile attivare ulteriori classi nei comuni che hanno accolto gli studenti delle zone terremotate, nei limiti delle norme specifiche in via di definizione».
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