Il mistero delle analisi del lunedì nero

12 Maggio 2017

Non si trovano i risultati degli esami dell’8 maggio, il Ruzzo li ha chiesti alla Asl ma senza esito

TERAMO. Che l’emergenza scoppiata martedì scorso abbia trovato tutti gli enti coinvolti impreparati dal punto di vista della comunicazione è un dato di fatto. E questo non solo per quanto riguarda la scarsità di informazioni date ai cittadini, in maniera estemporanea e frammentaria.
Ma anche per quanto riguarda la comunicazione fra le varie istituzioni, che dovrebbe essere il fondamento di una buona collaborazione. L’ultimo caso riguarda il mistero dei prelievi dell’8 maggio, quelli su cui si è basata l’ordinanza del Sian di non potabilità dell’acqua. Quelli i cui campioni facevano rilevare odore e sapore cattivi, per intenderci.
Parte del campioni è stata inviata all’università di Padova per analisi approfondite, che ancora non sono pronte. Ma l’altra parte è stata inviata all’Arta, che presumibilmente li ha analizzati, visto che ormai sono di dominio pubblico i risultati degli esami del 9 e del 10 maggio. Sono esami in cui tutti i parametri sono nella norma. Nessuno però riesce ad avere le analisi dell’8.Il Ruzzo ha inutilmente chiesto alla Asl di averle. Eppure la comunicazione fra la Asl ,che è deputata ai controlli sull’acqua, e il Ruzzo, cioè l’ente che gestisce l’acquedotto, dovrebbe essere ai massimi livelli, appunto per avere il massimo del risultato.
Ma d’altronde c’è stato un blackout comunicativo anche con l’emissione della prima ordinanza da parte del Sian: Ruzzo, Arta e la stessa direzione generale della Asl sono stati informati solo a cose fatte. (a.f.)
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