Il mistero di Giulia di nuovo in tribunale

Tortoreto, a febbraio l’udienza sulla richiesta d’archiviazione bis per la giovane precipitata dal viadotto
TORTORETO. Torna in aula il caso della morte di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto precipitata da un viadotto dell’A14 e dilaniata dalle auto nel settembre di tre anni fa. Si terrà il 7 febbraio, infatti, la nuova udienza preliminare davanti al gip chiamato ad esaminare la seconda richiesta d’archiviazione presentata dalla Procura che ha indagato con un fascicolo aperto per istigazione al suicidio. Richiesta a cui si oppone la famiglia della giovane rappresentata dall’avvocato Antonio Di Gaspare e che da sempre è convinta che la ragazza sia stata uccisa. La seconda richiesta d’archiviazione firmata dai pm Enrica Medori e Davide Rosati arriva dopo sei mesi di nuove indagini svolte dopo che il gip Domenico Canosa ha respinto la prima richiesta accogliendo l’opposizione presentata dai genitori convinti, e decisi a dimostrarlo fino alla fine, che Giulia sia stata uccisa e che quella notte con lei sul ponte c’era qualcuno.
Nel fascicolo aperto all’epoca dalla Procura teramana per istigazione al suicidio ci sono tre indagati: il 25enne finito nelle cronache come l’uomo della Panda rossa, l’ultimo ad aver visto Giulia viva e ad aver avuto un rapporto sessuale con lei quella notte, l’uomo con lo scooter che quella sera le diede un passaggio per un tratto di strada e un trentenne di Giulianova accusato di pedopornografia nell’inchiesta all’epoca aperta dalla Procura distrettuale. Tra qualche giorno, per quest’ultimo, inizierà il processo per pedopornografia dopo che sul suo telefono cellulare sono state trovate foto osè di Giulia e di altre ragazze, che sarebbero state divulgate anche attraverso WhatsApp, risalenti a un periodo in cui erano minorenni. (d.p.)
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