Il museo Splendore al Comune «Saldate i debiti o chiudiamo»

31 Luglio 2016

Lettera della direttrice che reclama 66mila euro di somme arretrate e chiede di reintrodurre il contributo di 30mila euro eliminato in bilancio, «altrimenti sarà una grave sconfitta per la città»

GIULIANOVA. Decisamente non è un buon periodo per l’amministrazione Mastromauro. Dopo il mancato riconoscimento del debito fuori bilancio di 300mila euro dell’Ambito sociale, il pagamento dei due espropri e il caso Gaspari, che chiede circa 700mila euro di arretrati per il trasporto scolastico, ora anche il Museo d’arte dello Splendore chiede al Comune di Giulianova, in quanto ente fondatore, di saldare i debiti: somme dovute degli anni passati pari a 66mila euro, di cui 8mila euro del 2016. Il Mas, inoltre, chiede la reintroduzione dei 30mila euro decurtati con un emendamento in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione del 2016, visto che, si legge nella lettera della direttrice Marialuisa De Santis, «l’emendamento e l’accettazione dello stesso non hanno tenuto conto degli impegni stabiliti nella convenzione del 2005».

Nella missiva indirizzata a tutti i consiglieri capigruppo, la direttrice spiega nitidamente che il Mas è un punto di riferimento culturale per Giulianova e tutta la regione e dunque sarebbe un fallimento per l’amministrazione, che tanto l’ha voluto, farlo chiudere per mancanza di fondi. «Il Museo d’arte dello Splendore», scrive De Santis, «è l’unico museo di Giulianova aperto tutto l’anno. Ha ospitato mostre di rilevanza nazionale, organizzato eventi con personalità di primo piano; con i suoi innovativi progetti didattici ha coinvolto ogni anno migliaia di studenti di ogni ordine e grado dell’intera provincia. Perciò le aspettative della volontà politica che decise di aderire alla Fondazione Mas con delibera di consiglio comunale n. 87 del 2000 non sono state deluse: il Museo si è affermato come polo di eccellenza della nostra città, contribuendo al suo lustro fuori dai confini regionali. Gli impegni presi dalla Fondazione, come ospitare le opere della pinacoteca Bindi, sono stati onorati. Per poter rispettare la convenzione e affinché il Museo possa continuare a svolgere anche i servizi essenziali relativi al suo ruolo di Fondazione museale di cui fa parte il Comune, il collegio dei revisori dei conti ha sottolineato la necessità che l’amministrazione comunale onori gli impegni presi saldando con urgenza i debiti pluriennali verso detta Fondazione. L’amministrazione è sicuramente consapevole che la perdita di questo luogo di cultura e di aggregazione sociale sarebbe un grave danno per tutti i cittadini; una sconfitta civile, culturale e politica».

In una conferenza stampa tenutasi al Mas, a maggio, il sindaco Francesco Mastromauro aveva rivolto un appello a privati affinché, visti gli scarsi fondi comunali, investissero nel museo, per evitarne appunto la chiusura.

Margherita Totaro

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