Il no ai trabocchi fa infuriare Città Attiva

16 Febbraio 2018

Martinsicuro, Corsi: «Solo un pretesto il diniego della Soprintendenza, è un errore non farli»

MARTINSICURO . Il no ai trabocchi, l’idea progettuale contenuta nel piano spiaggia e pianificata dal precedente esecutivo guidato da Paolo Camaioni, accende la polemica politica a Martinsicuro. Il tutto è nato dopo il diniego da parte della Soprintendenza al progetto relativo alla realizzazione di cinque trabocchi/bilance sulle scogliere. Fatto che favorisce prese di posizione tutt’altro che tenere da parte di Massimo Corsi, ex assessore al turismo e attuale consigliere di Città Attiva, che sui trabocchi ha fortemente lavorato e che definisce il modo di agire dell’attuale amministrazione «obsolescenza politica».
«Si è portato avanti il piano demaniale comunale senza passare in consiglio per l’approvazione?», si chiede Corsi, «dove sono gli atti? E cosa è stato chiesto alla Soprintendenza? Potremmo andare avanti per ore con domande di questo genere. Secondo noi è stato preso a pretesto un semplice diniego orale, che avviene sempre sulle aree demaniali. Problemi che poi si sono sempre risolti interagendo con le autorità sovracomunali. Vale la pena di ricordare che nel precedente bando ci si è aggiudicati uno stabilimento di 150 metri quadri a 780.000 euro. Immaginiamo che si troveranno sicuramente imprenditori disposti ad investire qualcosa in più rispetto ad uno stabilimento per un ritorno annuale di circa 5.000 presenze a stagione per trabocco (dati ufficiali dell’associazione Costa dei Trabocchi), che non vogliamo dire avverranno subito ma che certo rappresentano un buon dato di partenza per chiunque cerchi opportunità di investimento nel turismo. Inoltre, informiamo il consigliere delegato al demanio e tutta la maggioranza che queste strutture essendo di interesse regionale vanno ben oltre le regole sul limite temporale delle stesse, ossia non sono interessate dalla Bolkestein e possono avere una durata minima di 10 anni».
L’ex assessore Corsi avanza tante perplessità sul comportamento dell’attuale amministrazione. «Tali strutture», prosegue, «possono essere realizzate anche attraverso un sistema pubblico-privato, ma ci rendiamo conto che il tutto ha bisogno di un impegno quotidiano e continuativo. Il consiglio è che se non si ha tempo da dedicare allo sviluppo della città c’è sempre la possibilità di lasciar perdere, dimettendosi. Ricordiamo, da ultimo, ai giovani amministratori che le vecchie bilance da noi eliminate per mancanza di autorizzazione fanno parte dello stesso progetto dei trabocchi e quindi è inutile avventurarsi nel tentativo di confondere le idee».
Sandro Di Stanislao
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