Il nodo centrale: strutture per assistere anziani e disabili
MOSCIANO. Un nodo centrale della sanità del futuro sarà l’assistenza agli anziani, ai cronici e ai disabili. L’invecchiamento della popolazione è un processo, d’altronde ineluttabile. «Il nuovo...
MOSCIANO. Un nodo centrale della sanità del futuro sarà l’assistenza agli anziani, ai cronici e ai disabili. L’invecchiamento della popolazione è un processo, d’altronde ineluttabile. «Il nuovo ospedale», ha detto a chiare lettere Cicconi che ha già gestito l’ammodernamento della sanità marchigiana, «deve essere inserito in una riorganizzazione di tipo socio sanitario: le esigenze del futuro sono su anziani e disabili. Altrimenti di creano solo cattedrali nel deserto diseconomiche».
Al riguardo Fagnano ha sottolineato che molti reparti, ad esempio le medicine, suppliscono alla carenza di strutture ad hoc, ricoverando anziani che avrebbero bisogno di altro. «I nostri pronto soccorso sono pieni di anziani, i reparti pure», ha specificati, «il rischio è gravissimo: i cronici portano verso il basso l’ospedale per acuti».
La necessità di strutture in grado di curare questo tipo di pazienti è stata ribadita anche da Rita Rossi, primario del Pronto soccorso del Mazzini. «Le strutture di emergenza, col 118 che funziona sempre meglio, trovano il pronto soccorso in condizioni drammatiche. Uno dei problemi è che si crea un “imbuto”: non riusciamo a trovare i posti letto per i pazienti. Accanto all’ospedale unico bisogna creare strutture per dare uno sbocco naturale ai pazienti stabilizzati che potrebbero terminare l’iter in una struttura di intensità minore. Bisogna creare strutture residenziali e per cronici». (a.f.)

