Il nodo Fdi-An: Micheli o Canzio?

22 Aprile 2016

L’eventuale assessorato al gruppo è condizionato da equilibri delicati

TERAMO. Nella quadra che Brucchi deve trovare per ricomporre la giunta e allontanare il commissariamento c'è un nodo interno alla compagine di Fratelli d'Italia-An. Il gruppo di Giandonato Morra, per bocca del consigliere Raimondo Micheli, ha dichiarato apertamente di non voler lasciare l'amministrazione nelle mani del centrosinistra. Tradotto, significa disponibilità a dialogare e rientrare in maggioranza. Ma nell'ipotesi che il sindaco voglia chiamare un componente di Fdi-An a un'assunzione di responsabilità amministrativa con un assessorato, si apre un rebus tra Micheli e Mimmo Sbraccia. Se Brucchi individuasse l'assessore in Micheli, dovrebbe tener conto che è stato eletto nelle fila di Ncd e dunque il suo incarico aprirebbe la strada a un consigliere in più di Ncd (la prima dei non eletti è Patrizia Di Blasio). La componente tancrediana andrebbe dunque a irrobustirsi. Di rovescio Fratelli d'Italia rimanendo con un solo consigliere verrebbe indebolita. Invece l'ipotesi di un assessorato a Sbraccia convince meno per un motivo analogo: è stato eletto nella lista dei Popolari per Teramo, e difficilmente la componente di Gatti farebbe un favore al leader di Teramo Soprattutto Dodo Di Sabatino già leader dei Popolari. La via d'uscita sarebbe rappresentata da un assessore esterno, che in molti individuano nell'ex consigliere Roberto Canzio, ma questa soluzione sembrerebbe scontentare il "pupillo" di Morra e cioè Micheli. Il sindaco dunque, tra le varie riflessioni, è chiamato ad attendere una decisione tutta interna a Fratelli d'Italia che sembra sia stata oggetto ieri di un pranzo tra Morra e Micheli.

Intanto un elemento che si va aggiungendo ai punti fermi del puzzle amministrativo da comporre è quello della presidenza del consiglio comunale. Milton Di Sabatino resta al suo posto poiché la poltrona istituzionale della presidenza non sarà oggetto di trattativa politica come invece per il resto della giunta. Sulla crisi ha preso posizione il consigliere regionale di Ncd Giorgio D'Ignazio: «D'Alfonso», dice. «sta cercando in maniera palese di far cadere il Comune, ma lo fa per un suo tornaconto personale. A D'Alfonso di Teramo non importa nulla, visto che vuole candidarsi alle politiche dopo il referendum costituzionale. La nostra città rappresenta solo un trofeo di guerra».(m.d.t.)

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