Il nuovo Teramo: a Montorio per poco, torneremo in città

8 Settembre 2022

Le possibilità: ottenere uno sconto da Iachini sul Bonolis o avere le tribune all’Acquaviva. Comunale, ipotesi remota

TERAMO. Una certezza: il campo di Montorio al Vomano. Una speranza: tornare presto a Teramo. È questo il binomio che accompagna la ripartenza calcistica dei colori biancorossi. La società Città di Teramo tramite una nota ha ufficializzato l'accordo raggiunto col Comune di Montorio al Vomano per disputare il proprio campionato al “Pigliacelli”, appena riqualificato con interventi che hanno riguardato anche la posa di erba sintetica e che sabato mattina sarà inaugurato. Dunque Teramo riparte da qui, da un campo di prossimità, «con la speranza di tornare sul territorio teramano», fa sapere la società che ringrazia il sindaco Fabio Altitonante per la disponibilità ma non si sbilancia né rilascia dichiarazioni su dove la squadra potrebbe giocare nel futuro.
Teramo ha campi omologati per il campionato di Promozione, ma non idonei a ospitare un numero significativo di tifosi nel rispetto delle norme che disciplinano accessi e sicurezza pubblica. Dunque la società è stata costretta a trovare un'alternativa. «L'impianto è stato oggetto di recenti lavori e lo abbiamo trovato all’avanguardia dal punto di vista tecnico, della pavimentazione e per la facilità di accesso. Ci auguriamo di calcare nuovamente e presto i terreni biancorossi della città: Città di Teramo già dal nome vuole essere espressione di tutto il territorio comunale», prosegue la società. I “terreni biancorossi” possibili nel capoluogo sono lo stadio Bonolis e il campo dell'Acquaviva. C'è poi il vecchio Comunale, luogo nei sogni di tanti ma che concretamente appare come un’ipotesi scarsamente perseguibile almeno al momento, in particolare per quanto riguarda le gare ufficiali: lo stadio storico della città potrebbe eventualmente essere utilizzato per gli allenamenti, fermi restando interventi di riqualificazione comunque necessari a questa finalità.
Sulla questione campo il sindaco Gianguido D'Alberto torna con decisione a ribadire un concetto: «Il campo della squadra della città è lo stadio Bonolis: su questo non c'è dubbio e il concessionario è tenuto, in base alla convenzione, a metterlo a disposizione della squadra cittadina di riferimento». Alla base di questo scenario ci devono essere accordi economici da trovare fra le parti, vale a dire fra la società calcistica e l'imprenditore Franco Iachini, gestore dell'impianto. Giungere a un punto di incontro su questo aspetto sembra per ora impresa complessa. Uno scenario possibile è il campo dell'Acquaviva, attualmente in gestione alla società Fc Bonolis: idoneo al campionato di Promozione, necessita di interventi per l'accoglienza dei tifosi sugli spalti. Il gestore ha già avviato lavori di riqualificazione previsti dalla gara di esternalizzazione indetta dal Comune e in agenda sono contemplati anche gli spalti, che «rispetto al progetto attuale andrebbero però potenziati per le necessità del Teramo», aggiunge D'Alberto, che su altre ipotesi non si sbottona pur lasciando aperto il discorso sul vecchio Comunale per il quale «va fatto un ragionamento a parte, vanno fatte valutazioni e progetti precisi. Di certo non è un capitolo chiuso», conclude il sindaco che ribadisce la volontà, anzi l'obiettivo, di «far tornare il Teramo in città».
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