«Il Palacastrum deve essere migliorato»

Nicola Sacripante, dirigente delle giovanili del Giulianova basket, chiede l’intervento del Comune
GIULIANOVA. Nicola Sacripante, storico presidente delle giovanili del basket giuliese, sta cercando di imprimere una svolta al sodalizio giallorosso. «Però», dice il dirigente che è anche imprenditore, «occorre che tutti contribuiscano a rendere più solida la società che oggi milita nel campionato nazionale di serie B. Quest’anno assisteremo ad un campionato avvincente dove l’immagine di Giulianova potrà contare su una cassa di risonanza di un certo livello. A tutti i giuliesi, nessuno escluso, il compito di sostenere un progettoe che fornirà alla città le giuste soddisfazioni». Sacripante, nel suo ragionamento che vuole essere propositivo, esorta l’amministrazione comunale a mettere mano una volta per sempre al Palacastrum, ormai segnato dal tempo e con degli interventi che non sono mai stati messi in cantiere. Il presidente delle giovanili, con tantissimi ragazzi tesserati e diversi campionati che vengono portati avanti, ricorda che la struttura sportiva presenta ormai una situazione non più accettabile: «Il terreno di gioco in materiale sintetico è obsoleto con un’anzianità di servizio di almeno 40 anni. Andrebbe sistemato al più presto prima dell’inizio del torneo nazionale. La parte del palazzetto riservata al pubblico non è delle migliori a livello di agibilità e diverse strumentazioni ausiliarie sono ridotte ai minimi termini. Va rilevato che Giulianova ospita nelle gare casalinghe diversi spettatori provenienti da importanti città italiane. Offrire un tale biglietto da visita non fa bene allo sport, al turismo ed al buon nome del territorio. Dunque occorre darsi una mossa per uscire da questa zona d’ombra che non fa bene all’immagine di Giulianova». Sacripante ricorda che sono sette le stagioni disputate in serie B in maniera continuativa, 31 le stagioni trascorse in tornei nazionali e 51 gli anni passati dal 1968 quando nacque la pallacanestro a Giulianova e sottolinea: «Dovremo confrontarci con realtà più popolose della nostra e con squadre altamente blasonate. Ma con l’impiantistica a disposizione non vorremmo fare la figura della Cenerentola di turno. Per questo occorre agire in fretta senza perdere ulteriore tempo. Da parte nostra come società un notevole sforzo lo abbiamo compiuto allestendo una squadra particolarmente giovane con età media di 24 anni, ma altamente competitiva e combattiva».
Alfonso Aloisi
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