Il patrimonio culturale della Villa rischia di marcire negli scatoloni

Allarme di Mario Giunco, ex responsabile dell’ufficio cultura: «Dal 2016 i libri e i documenti storici sono stati portati via e parcheggiati alla meglio in diversi edifici. La città potrebbe perdere tutto»
ROSETO. Libri e documenti importanti, prima presenti nella biblioteca Scialletti e nella pinacoteca della villa comunale, sono sparsi ora tra diversi edifici del territorio comunale ed extracomunale, e non è detto che siano in buone condizioni. Piange il cuore a Mario Giunco, storico rosetano ed ex responsabile dell’ufficio cultura, sport e turismo, che per tanti anni ha custodito il patrimonio storico e culturale cittadino, catalogandolo minuziosamente, nella villa comunale di Roseto. Nel 2016 però la Villa è stata chiusa per i lavori di adeguamento sismico (ancora bloccati attualmente) e tutto il materiale presente all’interno tra libri, quadri, documenti e mobili, è stato trasferito e dislocato in vari edifici del territorio comunale e non.
«Al piano terra, vicino all’entrata, c’era la biblioteca Scialletti», spiega Giunco, «e di fronte, in tre stanze, c’era la pinacoteca. Al piano superiore invece c’era l’ufficio cultura che comprendeva la biblioteca dello spettacolo, la biblioteca del dialetto, la biblioteca D’Ilario, preziosissima, e poi la biblioteca di Mario Vecchioni, studioso di D’Annunzio, anch’essa importante. Nel 2016 tutto ciò è stato messo insieme alla rinfusa dentro agli scatoloni e trasportato in vari edifici». La biblioteca Scialletti ad esempio, acquistata dal Comune di Roseto nel 2002 per la somma di 60 milioni di lire, che raccoglie oltre milleseicento volumi e racconta l’evoluzione culturale di una famiglia di notabili che ha dato alla città maestri, avvocati, prelati, farmacisti e persino un sindaco, Vincenzo Scialletti, che guidò Montepagano all’inizio del 900, è al Cisia di Mosciano, mentre i quadri sono custoditi a Villa Paris.
Giunco però è preoccupato per tutti gli altri libri e documenti. «I libri sono stati inseriti negli scatoloni chiusi con lo scotch», precisa Giunco, «e come coperchio sono stati messi i libri più grandi. Sono stati poi portati alcuni all’ex scuola elementare di Montepagano, dove ci sono anche alcuni armadi senza i cassettoni. La parte più preziosa però è finita all’autoporto e messa nella casa verde che si vede dalla strada, dove sono state parcheggiate anche le poltrone blu della Villa e parte del materiale cartaceo. Dopo quattro anni, con i topi che gironzolano lì, cosa ci sarà rimasto?».
La villa comunale era il centro della vita culturale di Roseto, e con il ritorno della biblioteca comunale nel 2002 all’interno dei giardini dell’edificio, dov’è tutt’ora, si era formato un vero polo storico e culturale. Ora però la Villa è ancora chiusa e con il cantiere bloccato. A breve i lavori dovrebbero riprendere ma si completerà solo il piano terra, mentre per il recupero dei piani superiori occorreranno ulteriori 500mila euro.
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