Il Pd a Brucchi: i tagli sono solo un contentino

11 Luglio 2015

Il capogruppo democratico D’Alberto critica l’annuncio della riduzione dei costi della giunta: «In realtà il Comune è in uno stato di pre-dissesto finanziario»

TERAMO. «Un annuncio roboante per un piccolo contentino». Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd in Comune, definisce così la riduzione dei costi degli amministratori presentata dal sindaco Maurizio Brucchi. Il taglio del 20% della spesa per sindaco e assessori, inserito nel bilancio di previsione che a fine mese approderà in consiglio comunale, non basta. Il segnale evocato dal primo cittadino in realtà, stando alla valutazione del rappresentante dell’opposizione, è solo un «segnalino». D’Alberto lo considera un provvedimento insufficiente se rapportato alla drammatica situazione dei conti dell’ente.

«L’amministrazione è di fatto in pre-dissesto», afferma, «non può più spendere un centesimo e a farne le spese sono soprattutto i cittadini». Secondo il capogruppo del Pd, dunque, la sottolineatura fatta dal sindaco sulla Tasi che non aumenta assume il tono della presa in giro. «Il rendiconto ha dimostrato che i dati previsionali erano completamente sballati», afferma il consigliere, «l’amministrazione aveva preventivato di incassare poco più di tre milioni di euro dalla Tasi e invece ne ha incamerati cinque». Ci sarebbe mancato, insomma, che alla luce di queste cifre Brucchi avesse annunciato un rincaro della Tasi. Il richiamo del sindaco all’alleggerimento della Tari per una quota che a seconda dei contribuenti oscilla tra il 10 e il 15%, a detta di D’Alberto è una falsità. «I cittadini pagheranno la stessa quota dell’anno scorso», fa notare, «perchè Brucchi non ha avviato la riduzione dei costi fissi della Team e al danno si aggiunge ora la beffa di un servizio di raccolta dei rifiuti carente». Il capogruppo del Pd ricorda che l’opposizione, proprio per i sacrifici imposti ai cittadini, ha sollecitato il taglio degli stipendi degli assessori o dei posti in giunta ma in misura ben maggiore rispetto a quella prefigurata dal sindaco. «Serviva un segnale forte», insiste, «dimezzando i compensi o gli assessorati». Brucchi invece, sempre secondo il rappresentante dei Democratici, «sta tentando disperatamente di uscire dall'angolo in cui è stato messo dai suoi alleati» e così ha partorito un provvedimento insignificante. Le difficoltà politiche del primo cittadino sarebbero evidenziate anche dal fatto che non abbia chiarito se il 20% in meno di spesa riferita agli amministratori deriverà dalla riduzione degli stipendi o dal ridimensionamento dei posti in giunta. «Il rinvio della scelta a dopo l'approvazione del bilancio», conclude D’Alberto, «vuol dire che Brucchi non è per nulla sicuro della sua maggioranza».

Gennaro Della Monica

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