Il Pd: Ciancaione poteva correre alle primarie

3 Novembre 2015

Roseto, replica alla dirigente comunale che si è autosospesa dal partito: ce ne faremo una ragione

ROSETO. «Il Pd di Roseto non è la dependance dell’ufficio ragioneria del Comune di Roseto». Sceglie il sarcasmo la segreteria del partito per replicare a Rosaria Ciancaione, la dirigente dell’ufficio finanziario dell’ente che ha deciso di provare la scalata politica dello stesso Comune annunciando la sua candidatura a sindaco. Ma non nel suo partito, il Pd, dal quale si è autosospesa assumendo una posizione molto critica nei confronti della linea intrapresa dalla segreteria. I locali vertici del Pd, dal canto loro, nel prendere atto «con profondo stupore», si legge infatti in una nota, «del comunicato dall’iscritta Rosaria Ciancaione», ne contestano la ricostruzione delle ultime vicende politiche.

«Il suo comunicato», prosegue il Pd rosetano, «contiene evidenti stravolgimenti dei fatti, così come svoltisi negli ultimi mesi all’interno dell’unione comunale. Non è assolutamente vero in particolare che il partito ha rinunciato a un percorso di unità con le altre forze del centrosinistra in vista delle elezioni amministrative del 2016. Il Pd, anzi, in tutte le riunioni ha ribadito che ricercherà con perseveranza la massima unità tra le forze del centrosinistra sulla base di un programma condiviso, avendo a riferimento l’unico candidato che ha avuto il coraggio di proporsi nelle primarie, e facendo appello a tutte le forze sane della città, nella piena trasparenza, accantonando definitivamente caminetti e tavoli ristretti».

Obiettivo puntato sulle primarie, aperte a tutte le forze del centrosinistra e a tutta la città compresi persino singoli cittadini, indette – ricorda il Pd – con la piena condivisione della stessa Ciancaione, «la quale lamenta pretestuosamente il contenuto di un regolamento ricalcato su quello delineato dallo statuto, e utilizzato da tutte le unioni comunali, approvato dalla più ampia maggioranza dell’unione comunale di Roseto».

Rinfacciato anche il supporto fornitole dal partito nelle varie occasioni in cui si è candidata. «Anche stavolta poteva farlo», si chiude la nota, «se timori e debolezza l’hanno indotta a non partecipare (dopo aver espressamente dichiarato di volerlo fare all’interno dell’unione) nulla può lamentare, avendo la segreteria sempre rispettato le regole! Parafrasando Renzi, anche della sua autosospensione il partito se ne farà una ragione. La invitiamo a lavorare affinché ci si possa liberare dall’amministrazione Pavone».

Federico Centola

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