Il Pd di Teramo città «Disconosciamo i vertici provinciali»

L’unione comunale, gli assessori e il gruppo consiliare chiedono al nazionale di intervenire contro Minosse
TERAMO. Che la frattura tra il Pd comunale e i vertici provinciali fosse ormai insanabile era sotto gli occhi di tutti. Ma a far traboccare il vaso è stato il coordinamento provinciale di mercoledì, con all’ordine del giorno la questione del Ruzzo e in cui sono finiti sulla graticola il gruppo consiliare e gli assessori Pd “rei” di aver avallato il ricorso al Tar del Comune contro le nomine all’acquedotto.
Tanto che ieri pomeriggio il gruppo consiliare, gli assessori Stefania Di Padova e Simone Mistichelli e l’unione comunale hanno ufficialmente preso le distanze «dall’attuale segreteria provinciale e da organismi sviliti e svuotati di ogni contenuto, usati solo come armi da puntare verso il “nemico” interno». Ma non solo. Perché in un comunicato dai toni durissimi i rappresentanti del Pd di Teramo hanno annunciato la decisione di portare la questione all’attenzione del nuovo «gruppo dirigente nazionale perché si ripristini il prima possibile un clima di serenità che permetta alla nostra comunità di tornare a fare politica sul territorio». Nella nota l’unione comunale, il gruppo consiliare e i due assessori nel sottolineare come l’obiettivo del direttivo fosse esclusivamente quello «portato avanti caparbiamente ormai dallo scorso giugno, di delegittimare l'amministrazione di centrosinistra del Comune», hanno accusato apertamente i vertici provinciali di fare accordi col centrodestra in spregio al codice etico del partito.
«I continui attacchi che il segretario provinciale sferra all’indirizzo del sindaco di Teramo, dei due assessori e del gruppo consiliare del Pd che lo sostengono», concludono, «non sono più tollerabili. Tantomeno possono essere taciuti i comportamenti dissennati messi in atto negli ultimi mesi nei principali enti di questa Provincia che hanno avuto come ratio semplicemente quella di occuparsi, e occupare, poltrone e postazioni da usare come clava contro compagni di partito che dissentivano. Le vicende Provincia, Bim e Ruzzo e gli accordi trasversali col centro-destra teramano sono in palese contrasto con il codice etico del partito». (a.m.)
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