Il Pd dice no all’apparentamento con Ciancaione ma sì all’alleanza

Al termine dell’incontro tra i due gruppi la coalizione civica si è riservata di decidere Sempre possibile l’accordo con Pavone, ma la base di #amoroseto non accetta questa ipotesi
ROSETO. Apparentamento? No grazie. Può essere sintetizzato in questo modo l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri sera tra le delegazioni del Pd e di #amoroseto. I rappresentanti della coalizione civica hanno chiesto espressamente l’apparentamento tecnico «al fine di garantire», si legge in una nota congiunta, «la realizzazione dei punti qualificanti del programma». Il Pd ha però declinato l’offerta, dichiarandosi disponibile solo a «raggiungere la convergenza», si legge ancora nel documento, «su obiettivi programmatici condivisi». In soldoni, il Pd ha fatto capire alla controparte che gli obiettivi del programma si possono centrare anche senza unirsi formalmente. Questo perché, in caso di apparentamento e di vittoria al ballottaggio, i seggi della maggioranza andrebbero equamente distribuiti fra il Pd e #amoroseto, cinque consiglieri ciascuno, il che rappresenterebbe un problema per la futura governabilità della città. Pertanto, anche senza pretendere assessori in giunta, in questo modo la coalizione civica guidata da Rosaria Ciancaione rientrerebbe pesantemente in gioco nonostante il responso delle urne. La coalizione civica si è riservata «di valutare al proprio interno la proposta del Pd». Più allettante, invece, per la coalizione civica, l’offerta che solo il giorno prima le era pervenuta dal centrodestra di Enio Pavone al termine di un incontro cui hanno preso parte i big del centrodestra abruzzese. In quel caso erano stati Pavone e i suoi a offrire alle liste della coalizione guidata da Ciancaione un apparentamento formale, ma il leader dei civici, Rosaria Ciancaione e Giulio Sottanelli, hanno scelto di temporeggiare, in modo da poter ascoltare anche il Pd. Cosa che è avvenuta ieri, ma con un esito diverso da quello che si aspettava #amoroseto. A questo punto, quindi, potrebbe rientrare in ballo la possibilità di un accordo formale tra il centrodestra di Pavone e la coalizione civica guidata da Ciancaione, la quale in caso di vittoria avrebbe un ruolo di assoluto rilievo all’interno dell’amministrazione comunale di Roseto sia in termini di consiglieri, sia all’interno dell’esecutivo. Ma una scelta del genere sarebbe difficile da far digerire ai propri elettori, i quali in queste ore non hanno risparmiato critiche alla possibilità di accordo con Pavone. Di certo il risultato delle urne nella prima fase, ha condizionato fortemente la posizione contrattuale del sindaco uscente e della sua coalizione, tanto da spingerlo a confezionare un pacchetto assai allettante da proporre al duo Sottanelli-Ciancaione. Il Pd, dal canto suo, ha proseguito da solo il percorso iniziato e, nonostante lo strappo determinato dalla scelta di Ciancaione di correre con una sua coalizione per la carica di sindaco, oggi si ritrova ad affrontare la seconda fase delle elezioni in una posizione di vantaggio. A meno che gli avversari decidano di unire le forze.
Federico Centola
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