Il Pd: «Due anni di ritardo sull’area di crisi»

26 Aprile 2022

Vibrata-Tronto, Pepe attacca la Regione: «Ha approvato solo ora una proroga possibile dal 2020»

VAL VIBRATA. «Eureka, direbbero gli antichi greci: finalmente dopo due anni di attese, di disagi e preoccupazioni, di opportunità perse e di sollecitazioni da parte mia, dei sindacati, di Confindustria e degli amministratori locali, la giunta Marsilio ha approvato la delibera di proroga dell’Area di crisi complessa Vibrata-Tronto». Comincia così una nota di Dino Pepe, vice capogruppo regionale del Partito Democratico ed ex assessore nella giunta regionale D’Alfonso, che commenta polemicamente non certo il merito del provvedimento, ma il ritardo con cui questo è stato deliberato.
«Marsilio e i suoi, soprattutto i rappresentanti vibratiani, hanno bloccato per anni», continua Dino Pepe, «risorse fondamentali per lavoratori e imprese. L’area di crisi la cui ratio era il rafforzamento del tessuto produttivo esistente, la ricostruzione delle condizioni per attrarre nuovi investimenti e il sostegno e il reimpiego dei lavoratori esclusi dal mercato del lavoro, ad oggi, a causa dell’inettitudine e delle lungaggini di questa Regione, ha visto svilita la sua missione con un aumento della disoccupazione e un tessuto economico e produttivo abbandonato a sé stesso».
Secondo l’esponente Dem «nonostante le promesse da campagna elettorale permanente, che questo centrodestra ha distribuito in abbondanza, la lunga e colpevole inosservanza della nota del Mise di luglio 2020 circa la possibilità di proroga, ha danneggiato un territorio fondamentale per lo sviluppo dell’intero Abruzzo. Le aziende che con il governo regionale di centrosinistra avevano visto il riconoscimento dell’area di crisi complessa e conosciuto azioni concrete per il rilancio, ricordiamo ad esempio l’approvazione del Piano di riconversione industriale e l’accordo di programma per il rilancio dell’Area di crisi complessa Piceno Vibrata Tronto con validità 2017 - 2020, i 15 milioni di euro intercettati attraverso i fondi Mise e i fondi stanziati a valere sulle risorse Por Fesr 2014 - 2020 (circa 15 milioni di euro), hanno, in questi ultimi anni, sperimentato tutta l’indifferenza di Marsilio e dell’attuale governance».
Pepe conclude: «L’unica risposta concreta alle esigenze del territorio della Val Vibrata, 3,4 milioni di euro a sostegno dei lavoratori licenziati delle aziende dell'Area di crisi complessa Val Vibrata-Val Tronto, è arrivata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ha confermato con queste risorse la lungimiranza delle scelte fatte in precedenza dal centrosinistra in Regione».(red.te)
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