Il Pd: «Ex depuratore, tanti dubbi»

Il partito: «Da chiarire i tempi tra lo sgombero e l’incarico per togliere l’amianto»
GIULIANOVA. «Le operazioni di bonifica dall’amianto dell’ex depuratore sono state affidate a un’azienda specializzata solo l’11 settembre, mentre l’aggiudicazione dei lavori risale al 25 gennaio e lo sgombero è stato effettuato il 6 settembre. Qualcosa non torna a livello cronologico». A porre dubbi sulla successione degli eventi che hanno interessato l’ex depuratore è il Pd che già nel consiglio comunale di lunedì scorso, con Alessandra Matone aveva evidenziato incongruenza nella cronologia degli interventi. «Riteniamo che la posteriore assegnazione di un intervento tanto importante quanto delicato come la bonifica dall’amianto», si legge nella nota del partito, «lasci, inevitabilmente, sorgere dubbi circa l’effettiva conoscenza, tanto da parte del Comune quanto della ditta appaltante, della presenza di agenti contaminanti».
Il Pd inoltre ricorda le critiche al consigliere di maggioranza Paolo Bonaduce in consiglio e pone alcune domande all’amministrazione. «L’area è stata preventivamente sottoposta, come prescritto dalla legge, ad un’indagine ambientale? Se si, quando è stata eseguita? Mentre l’area era ancora occupata?”, chiede il partito, «Cosa è emerso da questa indagine? È stata poi rilevata la presenza di una copertura in amianto? Se sì, perché una ditta specializzata non è stata incaricata in tempo per l’inizio dei lavori? La macchina amministrativa comunale è a tal punto disorganizzata da non essere stata in grado di provvedervi oppure l’incarico è avvenuto in extremis per coprire degli errori pregressi? Le nostre perplessità sono state giudicate da un esponente della maggioranza come gravemente offensive nei confronti dell’ufficio tecnico e della ditta appaltante». Il Pd vuole chiarezza da parte dell’amministrazione. «Richiediamo ulteriori e più precise delucidazioni riguardo la conoscenza, da parte del Comune e della ditta appaltante, della presenza in loco di agenti contaminanti», conclude, «oltre alle ragioni che hanno portato a un’assegnazione in extremis dei lavori di bonifica e smaltimento dell’amianto» . (l.v.)

